sabato 6 luglio 2013

L'ANGOLO DI FABIENNE


COMBUSTIBILE: DUE INCIDENTI INQUIETANTI IN 15 GIORNI.

La sicurezza dei trasporti di materie nucleari è realmente "sotto controllo", come assicurano le autorità competenti? Due incidenti più che inquietanti provano che non è cosi, che il combustibile nucleare, qualunque sia il suo stato, può diventare - e forse lo è già - l'incubo di domani a causa di una cinquantina di anni di sfruttamento intensivo dell'atomo elettronucleare.

Amburgo, 1 maggio 2013,: incendio di una nave contenente 9 tonnellate di combustibile nucleare

Duecento pompieri del porto di Amburgo (Germania) sono riusciti in-extremis ad isolare parecchi container contenenti 9 tonnellate di UF6 che rischiavano di essere raggiunti dall'incendio scoppiato a bordo del porta-container gigante Atlantic Cartier. La nave è stata danneggiata pesantemente dal violento incendio che è stato alimentato dalla presenza di prodotti chimici e di circa 4 tonnellate di esplosivo, una merce che, intelligentemente, si trovava vicino al carico di combustibile nucleare. 
 (1) il porta-container "Atlantic Cartier" (CGM) il 1 maggio nel porto di Amburgo (The Local)


Le autorità portuali e municipali avrebbero nascosto l'incidente alla popolazione.
Secondo Anjes Tjarks, deputato verde del parlamento di Amburgo, la municipalità avrebbe tentato di soffocare l'affare e precisa anche che in questo affare, "si deve realmente parlare di una dissimulazione", un atto scandaloso nei confronti degli abitanti della città che dovevano essere informati al più presto riguardo questa "quasi-catastrofe". Per capire la rabbia del deputato, bisogna precisare che lo stesso giorno ad alcune centinaia di metri dall'incendio era stata organizzata una festa religiosa che riuniva decine di migliaia di membri di una chiesa evangelica

Un carico altamente sensibile?

Il carico di UF6 era probabilmente destinato ad alimentare la fabbrica di arricchimento tedesca di Lingen, in Bassa-Sassonia, ma le autorità di Amburgo restano molto evasive sulle "questioni di sicurezza"; in effetti la vera sicurezza consisterebbe piuttosto nell'isolare i carichi pericolosi, soprattutto quando esiste il rischio di dispersione di materie radioattive. Unire le spedizioni in questo modo significa aggiungere rischio per raccimolare alcuni Euro sui costi di trasporto. Le autorità intendono proteggersi da eventuali bombe "sporche" dei terroristi ma praticando tali metodi di trasporto in modo regolare (2), i governi non hanno neanche bisogno di terroristi: fanno essi stessi il lavoro.


Fonti:
Burning ship had tonnes of radioactive material – The Local, 18513
Hamburg ‘avoids radiation disaster’ as ship loaded with fissile material, explosives burns – Russia Today, 18513
Großfeuer auf Schiff in Hamburg-Youtube (DTV), 7513


Algeri, 9 aprile 2013, 3 container di materiali radioattivi scoperti dai doganieri algerini.

Altro porto, altro paese, altro carico radioattivo: alcuni doganieri algerini hanno scoperto un'attività radioattiva sospetta su tre container contenenti delle "pietre" di cui l'analisi è in corso. Secondo il quotidiano Le Soir d'Algerie, che ha pubblicato l'informazione ripresa solo da alcuni rari media francesi, di cui Le Monde e Courrier International, il carico radioattivo proverrebbe dal porto cinese di Quingdao e potrebbe essere destinato al traffico di rifiuti radioattivi nord-africani. Per il momento nessuna precisione è stata fornita sul tipo esatto di radionuclidi scoperti ed il mezzo sul quale questi erano depositati, le ipotesi più verosimili potrebbero essere sia un traffico di minerale di uranio grezzo, (le famose "pietre" ritrovate), un elemento debolmente radioattivo ma di cui l'attività totale dipende evidentemente della quantità di materiale che si trova nei carichi, o un traffico di combustibile irradiato asiatico che sarebbe destinato segretamente ad un deposito illegale situato in Africa. Questa ultima ipotesi sembra tuttavia poco verosimile, a meno che lo scopo del traffico non sia il recupero di una parte della pericolosa merce. Nel caso contrario, è evidentemente più facile scaricare discretamente il carico nel bel mezzo dell'oceano indiano: non visto, non preso! Queste "pietre radioattive" devono dunque rappresentare un valore di scambio non trascurabile agli occhi degli organizzatori del traffico.

Confusione delle tracce


Come spesso succede in questo genere di affare, un gran numero di precauzioni sono state prese per evitare di rintracciare il carico pericoloso e giungere ai mandanti: nave con bandiera, (di convenienza) ,di Antigua (3), scalo a Malta, documenti cinesi, porto di destinazione africano, società algerina… Le autorità faranno probabilmente fatica a risalire la pista nucleare, supponendo che queste ultime vogliono darsene realmente la pena.

Quanti container trasportano "anonimamente" dei materiali radioattivi, legittimi o no?

Questi due affari rivelati ne nascondono probabilmente centinaia di altri che passano attraverso le maglie delle reti e di cui la scoperta è dovuta spesso alla fortuna o ad una informazione interna data sotto ricompensa. Qualunque sia il senso del traffico radioattivo (in aumento o in diminuzione), le enormi quantità di materiali radioattivi che circolano in particolare nell'ambito del settore dell'industria elettronucleare, sono altrettanti rischi di incidenti di ogni tipo, dal naufragio all'incendio passando per il traffico, il dirottamento del carico o ancora un attacco "terroristico."
Se in seguito ad un evento poco probabile ma tuttavia considerabile-la fissione nucleare si fermasse dall'oggi al domani, questi trasporti di materie radioattive di origine elettronucleare non cesserebbero definitivamente prima di alcune decine di anni a causa delle scorte considerevoli di cui una parte è rimessa regolarmente in circolazione in occasione dello stoccaggio AFR (4) o ancora del riciclaggio di combustibile, ecc.

(2) l'Atlantic Cartier ed una parte del suo carico (Marina mercantile)

Fonte:
Découverte de déchets radioactifs au port d’Alger – Le Soir d’Algérie, 16513

1)UF6-Hexafluoride di uranio, elemento intermedio tra i minerali di uranio grezzo ed il combustibile nucleare finale
2)Amburgo sembra essere un centro importante per questo tipo di carico nucleare?
3)Antigua e Barbuda, minuscoli paesi di 70.000 abitanti contava… 1237 navi di trasporto nel 2010! ?
4)AFR: Away From Reactor, a distanza del sito di sfruttamento?


Fonte: http://gen4.fr/2013/05/combustible-nucleaire-2-incidents-en-15-jours.html Tradotto per noi Biancheggianti da Fabienne Melmi.

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