mercoledì 28 febbraio 2018

CHEN JIE


Se invece dei tatuaggi minimalisti preferite quelli grandi e colorati, allora Chen Jie fa proprio al caso vostro. Fiori, animali e simboli cinesi vengono realizzati infatti con uno stile unico che fonde diverse tecniche e che trasforma l’antica pittura ad inchiostro orientale in spruzzi di pigmento incisi sulla pelle. Venuto da Pechino, realizza lavori che sembrano dipinti e che non vi lasceranno sicuramente passare inosservati!

venerdì 23 febbraio 2018

AHMET CAMBAZ



Ahmet Cambaz è un ex fumettista che grazie alla moglie ha scoperto la passione per i tatuaggi. 
Ahmet crea bellissimi tatuaggi minimalisti, leggeri, semplici e lineari.

Tatuaggi delicati ed armoniosi, se volete seguirlo vi lascio il link.

domenica 18 febbraio 2018

HEYDAY



Le spa Heyday di New York, funzionano ad abbonamento, esattamente come le palestre. Propongono a seconda della tessera che i soci acquistano, uno o due trattamenti al mese. Si può scegliere tra sedute di ogni tipo prenotando comodamente on line. Insomma, oltre ad allenare i muscoli ora potremo anche prenderci maggiormente cura della nostra pelle!



sabato 17 febbraio 2018

DIMPLEPLASTY




Se un tempo i bisturi della chirurgia estetica avevano a che fare con rughe e cedimenti del viso e a ricorrervi erano le ultra quarantenni, ora, che l'età si è abbassata ci ritroviamo nell'era creativa dell'intervento estetico. E' nata ad esempio la dimpleplasty, una tecnica che permette di ricreare i "buchetti" che si evidenziano con i sorrisi. La tecnica però richiede un'ottima conoscenza dell'anatomia umana, molta esperienza e abilità. Il rischio infatti di deformazioni difficilmente correggibili è alto. Pronte a "buchettarvi" tutte?!?!?!


venerdì 9 febbraio 2018

DA DOVE LA VITA E' PERFETTA



Quando mi capita di fare un viaggio ritrovandomi a passare vicino alle periferie delle grandi città resto sempre sconvolta davanti ai casermoni grigi, infiniti lumaconi che cadono a pezzi, senza terrazze e che a me ricordano gli ospedali. Palazzoni tristi senza un filo di verde, senza niente che renda umana l'esistenza e addolcisca il cuore, solo dormitori per km e km. Così ogni volta mi sale l'angoscia e una rabbia sorda per chi li ha disegnati, per chi ha voluto solo il grigio e il nulla di una disperata desolazione. Poi ogni volta ecco che mi ritrovo a pensare se fossi nata lì, dentro uno di quei casermoni, come sarebbe stata la mia vita, cosa ne avrei fatto della mia adolescenza, della mia infanzia. Come avrei fatto ad evitare di prendere una strada sbagliata, una via facile per uscire da lì, come avrei fatto a non odiare fin nel midollo chi nasceva in altre parti, chi aveva una casa vera e cento milioni di possibilità da giocarsi. Mi si stringe sempre forte il cuore e provo ad immaginare le storie, la quotidianità, ma poi la macchina procede veloce ed il paesaggio cambia e io mi dimentico di immaginare. Questa è la differenza tra una persona qualunque e uno scrittore. Lo scrittore, non smette mai di immaginare e quando la testa è piena inizia a scrivere e alle volte escono libri come quelli di Silvia Avallone dove trovi quello che per anni hai immaginato tu, narrato magistralmente, che non puoi fare a meno di leggere alla velocità della luce per poi scoprire arrivata quasi alla fine che non ce la puoi fare a separarti da loro, dai personaggi, ed inizi a centellinarne le pagine sperando di non arrivare mai alla fine. 


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