sabato 23 aprile 2011

L'ANGOLO DI FABIENNE

AL SUMMIT DELL'IMPOSTURA: LA MENZOGNA DEL NUCLEARE



















Di fronte ad un sisma senza precedenti, seguito da uno tsunami devastatore, il Giappone deve fare i conti con i suoi vecchi incubi nucleari: dopo le esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki, quelle di Fukushima…

Al di là del dramma giapponese di cui nessuno può immaginarne le conseguenze a lungo termine, ogni cittadino responsabile s'interroga sull'ampiezza di questo dramma per provare a trarne le lezioni, di cui soprattutto la scelta funesta di un pugno di individui che vogliono costringere la maggioranza a sottoporsi ad un modello di società che questi ultimi non vogliono.

Davanti ad una tale follia suicida, qui di seguito, un brano del libro che pubblicavo nel 2008, intitolato "La Democrazia Menzogna" pubblicato alle Ed. M. Pietteur, nel quale certe di queste scelte sono prese in considerazione:

"(…) Gli aerosol profumati ed i loro gas CFC (chlorofluorocarburi) nocivi per lo strato di ozono sono stati sostituiti dai diffusori di profumi elettrici. Cosi come i prodotti anti-zanzare che spargono il loro veleno silenzioso durante il vostro sonno. Sbarazzare un tavolo dalle sue briciole con l'aiuto di un tovagliolo, o scuotendo la tovaglia all'esterno è oggi un arcaismo e la cosa si fa solamente tramite un aspira-briciole a pile elettriche. All'efficacia provata del vecchio spazzolino da denti, ci vogliono convincere che solo un modello elettrico è efficiente. Tagliare un pezzo di carne al coltellaccio non esiste più e si fa solamente con l'aiuto di un coltello elettrico. La cottura a gas sembra quasi un costume medievale e solo le piastre elettriche sono considerate moderne.

Allo stesso modo, il riscaldamento elettrico è presentato come pulito, meno inquinante, partecipando alla diminuzione dei gas ad effetti serra… quando è provato da tempo che per produrre una caloria (unità di misura di quantità di calore), l'elettricità è il mezzo più dispendioso che ci sia! [1] ma il rendimento è di un tale profitto per alcuni gruppi industriali e per gli Stati, che ci certificano che il futuro prossimo passa irrimediabilmente per le nostre centrali nucleari, diventate di fatto dall'alto costo delle energie fossili, più che mai indispensabili.

Omettendo accuratamente al passaggio, di includere i costi che rappresentano il trattamento delle tonnellate di rifiuti radioattivi che bisogna a trattare in un modo o nell'altro…
Senza parlare dell'aspetto morale del loro invio nei paesi del Terzo Mondo di cui facciamo tranquilamente le nostre pattumiere -e senza rumore…
Né di evocare la prossima scadenza della mancanza di uranio per alimentarli, stimata a meno di 50 anni, e allo stesso tempo, l'aumento vertiginoso del suo prezzo
Né di menzionare il fattore rischio, del tipo Tchernobyl, che queste centrali rappresentano in un ambiente naturale talvolta instabile, come in Giappone, ed internazionale, sempre più teso.
E senza contare gli "scudi" di cemento di cui i siti sono ricoperti dopo alcuni decenni di sfruttamento… durante i millenni indispensabili alla loro lenta decontaminazione.
Altro campo dove certi ingenui studiano la fattibilità di mandare tutto nello spazio, dopo avere constatato che un'immersione in acqua profonda si rivela essere un insuccesso a causa di fessure dei container… Non contenti di avere reso il nostro favoloso pianeta intollerabile, abbiamo intenzione di spargere i nostri rifiuti radioattivi nell'universo.

Quali pericoli? E quali costi? Si tratta di domande che non si pongono a dei "periti". Visto che questi signori hanno sempre previsto tutto, o quando non è il caso… hanno risposta a tutto, a costo di perpetuare delle menzogne, grosse tanto quanto le centrali, (ed i profitti), che difendono.

Per questa preziosa eredità, un grazie dalle generazioni future!

Mentre, se gli stessi colossali bilanci fossero stati investiti nella ricerca e la tecnologia delle energie rinnovabili dal primo shock petrolifero dall'inizio degli anni ‘70, sarebbe stato possibile, lentamente, sostituire le energie fossili con quelle che permettevano agli individui di accedere ad energie meno inquinanti e meno costose, rendendoli peraltro così come la maggior parte dei paesi, indipendenti nella materia.

Il sole, la luce, il vento, il calore della terra, il movimento delle maree, l'idroelettricità, eccetera… In breve, tutto ciò che è a portata di mani nella maggior parte degli Stati e dei loro cittadini. Senza contare gli innumerevoli posti di lavoro che avrebbero creato queste nuove tecnologie… con in premio la preservazione della natura!

Davanti alle terribili constatazioni dello stato di devastazione del pianeta che possiamo stabilire oggi, decisioni prese in alto luogo, gravemente irresponsabili riguardo all'ambiente per le generazioni future, dovrebbero essere repertoriate in quanto "crimini contro l'umanità" e giudicate per tali.

L'attuale orientamento verso i biocarburanti , gli agrocarburanti, si iscrive nella stessa cattiva categoria. Dedicare dei milioni di ettari polverizzati con pesticidi e concimi-delle solite multinazionali-per ottenerne un massimo di rendimento, a produrre del carburante verde per sostituire la benzina delle auto è altre tanto irresponsabile e criminale quando si sa che questo provocherà dei rialzi di prezzo di questi prodotti di base, rendendoli così meno accessibili per i contadini stessi che li coltivano e per l'insieme dei paesi poveri in primo luogo.

Senza contare i milioni di m³ di acqua necessaria al loro sviluppo. Questo oro battezzato "blu" che tentano di monopolizzare alcune multinazionali, prima che la sua rarefazione scateni delle tensioni per il suo controllo.
Né che questi stessi ettari potrebbero inoltre provedere al cibo di quantità di bisognosi. Quale mentalità storta occore dunque avere per trasformare del cibo in carburante!?


Questi molteplici incitamenti a produrre e consumare sempre più male sono frequenti, e si conosce adesso i loro effetti sulla natura: catastrofici!
Chi si alzerà per apostrofare i responsabili di queste criminali decisioni e trascinarli davanti alla Giustizia? Quando presto l'unica emergenza sarà quella di trovare le soluzioni per salvare ciò che potrà ancora esserlo , di un pianeta che persistiamo ad annientare. (…)"

[1] non dimenticate mai questa legge della fisica elementare, che gli allievi del Politecnico che regnano sulla nostra energia si astengono di ricordarvi: il principio di Carnot che vuole che meno del 30% delle calorie messe in gioco sia trasformato in elettricità, mentre il 70% è perso nelle acque e le torri di raffreddamento delle centrali. " Haroun Tazieff-Ouvrez donc les yeux-Ed. Robert Laffont-1980

Senza parlare degli spostamenti massicci di popolazioni, né delle condizioni di vita che un tale incubo impone loro, come reagiranno le nostre istanze politiche davanti al disastro che subisce il Giappone?
Si percepisce bene, qui-e là, che qualche governo inizia a dubitare, probabilmente però fino a quando qualche altra notizia proveniente dal mondo non cancelli questa. E gli eventi che si annunciano in Libia probabilmente ci riusciranno.

Ma non siamo stupidi, passato l'effetto dell'annuncio, la maggior parte dei nostri governi restano determinati a non rimettere fondamentalmente la scelta nucleare in causa. Si limiteranno a raccomandare come al solito, alcune soluzioni cosmetiche per migliorare la sicurezza delle centrali.
Né i servizi sulla catastrofe ucraina di Tchernobyl-dove sfrontate menzogne vennero dato al posto delle verità! -né le immagini di città intere devastate nel Giappone di oggi dove individui stravolti errano in mezzo alle rovine, così come gli avvertimenti di un prossimo sisma maggiore nell'arcipelago, li commuove più del tempo di un banale minuto di silenzio che non costa niente, in memoria di morti che resteranno loro per sempre anonimi....

I danni incommensurabili di un tale cataclisma e delle sue vittime traumatizzate a vita, i superstiti e le famiglie distrutte, i destini crollati, un paese mutilato provoca solamente l'ipocrisia odiosa ed abituale di un pugno di benestanti attraverso una penosa messa in scena… giusto il tempo di un minuto. Per pensare a cosa? probabilmente alle opportunità inesperate che si presentano nella ricostruzione dopo un tale diluvio, per l'economie in panne…

Queste ultime sere, dopo avere seguito una grande quantità di dibattiti televisivi su questa ferita che colpisce il Giappone, mi sono accorto che praticamente nessun ospite sollevava la questione essenziale legata al nucleare ed ai suoi rifiuti: quella dell'armamento. I giornalisti evitano la domanda che irrita?
Sicuramente i "periti" evitano questa parte essenziale del dossier, preferendo convincerci che l'ambiente geologico del Giappone non è lo stesso del nostro. Grazie per questa perspicace osservazione che ci era fuggita, con il suo ossequioso sottinteso che non c'è nessuno rischio di questo tipo da noi-così come dell'impossibilità di privarsi del nucleare… quando nel mondo meno del 5% dell'energia prodotta attualmente è di origine nucleare.

Vedete l'enormità della menzogna! Questo per dire una volta ancora che se la volontà politica lo decidesse, si potrebbe velocemente farne a meno-e prima dell'irrimediabile-e sostituirlo con le energie pulite. Ma no, delle scelte erronee in termini ambientalisti sono state fatte, i profitti sono giganteschi e lo sfruttamento dell'atomo permette l'accumulo di armi temibili. Certi costruiscono così scrupolosamente ed in modo accanito, risoluto, ostinato e criminale le condizioni della nostra probabile propria fine .

Dirci che il nucleare è indispensabile allo sviluppo delle nostre società rileva della stessa menzogna che l'impostura quotidiana alla quale i nostri governi ci hanno abituati, alla differenza che le conseguenze di questo presagiscono probabilmente della scomparsa prossima di lembi interi della specie umana…

Daniel Vanhove

Tradotto per i lettori di Biancheggiando da Fabienne Melmi.
http://www.legrandsoir.info/Au-summum-de-l-imposture-le-mensonge-nucleaire.html

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