martedì 30 novembre 2010

WATER BOBBLE

Dopo la delusione delle bottiglie bio-degradabili mi sono messa alla ricerca di qualcosa che ci permetta di bere acqua pura ed allo stesso tempo di rispettare l'ambiente. E' così che ho scoperto WATER BOBBLE.





Water Bobble, una bottiglia in plastica riciclata dotata di filtro a carbone attivo che serve ad eliminare le impurità e il cloro in eccesso dall'acqua del rubinetto. La cosa simpatica è che queste bottiglie sono state disegnate da Karim Rashid famoso designer di cui avevo parlato anche nel mio post sugli orologi!!! Il modello più grande da 550 ml costa intorno ai 10 dollari. Insomma, una bottiglia da acquistare e portare con sè!!!

lunedì 29 novembre 2010

JUNGA ANCHE TU!!!!

Mio padre era un autostoppista! Ha fatto Firenze-Perugia chissà quante volte e da bambina ricordo di aver salito tante persone. Anche a me e Riccardo è capitato di dare un passaggio ad un auto-stoppista. Certo, oggi i tempi sono cambiati, si ha paura a salire uno sconosciuto e così gli auto-stoppisti sono quasi in estinzione.

Ma per fortuna che c'è JUNGO!!!




Quando un automobilista vede uno jugonauta accosta volentieri perchè:
  • è protetto da 4 dispositivi di sicurezza;
  • guadagna un ticket (lo jungonauta al termine del tratto utilizzato verserà infatti 10 cent/km + 20 cent di fisso);
  • contribuisce alla riduzione della CO2;
  • conosce una persona nuova;
Lo jungonauta, a sua volta "saltella agilmente" da una corrente di traffico all'altra, libero e leggero come uno scoiattolo. Ci sono quattro dispositivi per la sicurezza reciproca. Quando l'auto si ferma, lo jungonauta mostra la propria tessera che garantisce:
  1. Non ha precedenti penali;
  2. non ha subito l'esclusione a seguito di segnalazioni di malcomportamento;
  3. le donne inoltre insieme alla tessera rivecono a casa un nastrino rosa, che, se vogliono potranno utilizzare per comunicare agli automobilisti "accetto imbarchi da sole donne";
  4. infine, automobilista e jungonauta possono utleriormente assicurarsi tracciando via sms alla centrale di Jungo il numero di targa o il nome dello junghista.
Tutti gli automobilisti, anche se non iscritti a Jungo, sono invitati a fermarsi alla vista di uno jungonauta.


JUNGO STA GIA' FUNZIONANDO!!!

In Trentino, territorio pilota, si sta rapidamente raggiungedo un numero di iscritti sufficienti ad entrare a regime. Già oggi chi junga ha un tempo di attesa medio assolutamente interessante: 7'10" gli uomini e 3'30" le donne. Aumentando i partecipanti, diminuirà il tempo medio di attesa, fino a valori vicini allo zero. Il sistema tenderà spontaneamente a ridurre il traffico, come effetto naturale dell'aumentata proporzione all'imbarco. Non c'è bisogno di nulla!

ALLORA PERCHE' NON JUNGHI ANCHE TU?

sabato 27 novembre 2010

ANTONIA POZZI
















ANTONIA POZZI (1912-1938)

Antonia Pozzi nasce il 13 febbraio 1912. Cresce dunque, in un ambiente colto e raffinato: il padre avvocato, già noto a Milano; la madre, educata nel Collegio Bianconi di Monza, conosce bene il francese e l’inglese e legge molto, soprattutto autori stranieri, suona il pianoforte e ama la musica classica, frequenta la Scala, dove poi la seguirà anche Antonia. Durante il liceo Antonia stringe intense e profonde relazioni amicali ed è proprio in questi anni che incomincia a dedicarsi con assiduità alla poesia, ma, soprattutto, fa l’esperienza dell’amore. È infatti affascinata dal professore di greco e latino, un amore intenso e tragico, perché ostacolato dal padre e che porterà alla rinuncia nel 1933. In realtà questo amore resterà incancellabile dalla sua anima. Nel 1930 Antonia entra all’Università nella facoltà di lettere e filosofia. In tutti questi anni di liceo e di università Antonia sembra condurre una vita normalissima, almeno per una giovane come lei, di rango alto-borghese, colta, piena di curiosità intelligente, desta ad ogni emozione che il bello o il tragico o l’umile suscitano nel suo spirito. Viaggerà molto, nel 1931 è in Inghilterra, ufficialmente per apprendere bene l’inglese, mentre, vi è stata costretta dal padre, che intendeva così allontanarla da Cervi; nel 1934 compie una crociera, visitando la Sicilia, la Grecia, l’Africa mediterranea. Fra il 1935 e il 1937 è in Austria e in Germania, per approfondire la conoscenza della lingua e della letteratura tedesca. Intanto è divenuta “maestra” in fotografia. Si vanno così componendo i suoi album, vere pagine di poesia in immagini. Questa normalità, è, però, solamente parvenza. In realtà Antonia Pozzi vive dentro di sé un incessante dramma esistenziale, che nessuna attività riesce a placare: né l’insegnamento presso l’Istituto Tecnico Schiaparelli, né l’impegno sociale a favore dei poveri; né la poesia, che rimane, con la fotografia, il luogo più vero della sua vocazione artistica. La mancanza di una fede, rispetto alla quale Antonia, pur avendo uno spirito profondamente religioso, rimase sempre sulla soglia, contribuisce all’epilogo: muore suicida il 3 dicembre del 1938.


NOVEMBRE

E poi - se accadrà ch'io me ne vada -
resterà qualche cosa
di me
nel mio mondo -
resterà un'esile scia di silenzio
in mezzo alle voci -
un tenue fiato di bianco
in cuore all'azzurro -

Ed una sera di novembre
una bambina gracile
all'angolo d'una strada
venderà tanti crisantemi
e ci saranno le stelle
gelide verdi remote -
Qualcuno piangerà
chissà dove - chissà dove -
Qualcuno cercherà i crisantemi
per me
nel mondo
quando accadrà che senza ritorno
io me ne debba andare.

venerdì 26 novembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

STAMPA E NUCLEARE MANO NELLA MANO NEL MONDO DEL SILENZIO


Avete mai sentito parlare di Vermont Yankee?















Torre di raffreddamento crollata alla centrale Vermont Yankee

C'è da scommettere di no. È una centrale nucleare a Montpelier, (con solo una "l"), nel Vermont, negli Stati Uniti. E' lontano, non è da noi, sarà per questo che non ne avete mai sentito parlare dalla stampa francese. Invece sentite parlare ogni giorno che passa delle operazioni militari in Afghanistan, anche questo è lontano, non è da noi, è normale, certamente.

La centrale nucleare Vermont Yankee è di tipo BWR, o se volete un grosso bollitore di 620 MWe che ha esordito le sue operazioni nel 1972, un vecchio modello di centrale nucleare come ne esistono decine nel mondo, non in Francia, ma soprattutto nei paesi pro-nuclearisti, come gli Stati Uniti dunque, o i paesi dell'ex blocco dell'est. Il governo dello stato del Vermont non si è impegnato, in seguito ad un voto del Senato nel febbraio 2010, a ricondurre il mandato operativo della vecchia centrale nel 2012, quando la centrale avrà 40 anni. Ma perché, poiché il nucleare è talmente sicuro, duraturo ed inesauribile? Perché i responsabili non hanno smesso di nascondere i problemi della centrale.

Una delle sue torri di raffreddamento è crollata il 22 agosto 2007, difficile nasconderlo. Le cause saranno state la ruggine che ha attaccato la fondazione della torre. Ci dicono che non c'è niente di più controllato di una centrale nucleare, allora non c'è di che preoccuparsi.
Ma soprattutto, perde del Cesio 137 che è un puro prodotto della fissione nucleare e non esiste allo stato naturale, e occorrono trent'anni affinché questo elemento radioattivo venga smaltito. Molto certamente senza nessun pericolo per l'ambiente naturale poiché le centrali nucleari sono la risposta ideale al cambiamento climatico, perda la metà della sua radioattività.

Non è tutto. Numerosi test provano che c'è del tritium nel fiume Connecticut nel quale la centrale scarica la sua acqua di raffreddamento. Il tritium è l'uno dei cancerogeni più pericolosi. La centrale era sfruttata al 120% della sua capacità prima del 2007, il che ha sollevato numerose proteste tra gli attivisti locali, senza effetto naturalmente. Per l'operatore della centrale, Entergy, non c'è nessuna ragione di preoccuparsi, la centrale nucleare Vermont Yankee è idonea per continuare a funzionare. La società si appoggia sui rapporti di ispezioni del NRC, la commissione di regolazione ufficiale che ha trovato solo 3 piccole disfunzioni, niente di grave.

Peraltro, Entergy ha sempre affermato che la sua centrale non possedeva nessun tubo in sottosuolo, finché la fuga non fu scoperta. Poi, messa davanti al fatto compiuto, ha adoperato il termine di "sfumature" che sembra essere adeguato per giustificare questa menzogna. Perché no, più sono grosse...

Ah, sì, un'altra cosa, un problema di sicurezza nella centrale è successo nel 2008, ma il pubblico non può essere informato per ragione di... sicurezza. Evidentemente.

Entergy cerca ancora oggi di stendere la sua licenza di sfruttamento a 20 anni supplementari. I periti si affrontano, le ispezioni si succedono, la fuga di cesio 137 scoperta nel febbraio scorso è stata oggi confermata ed occorre pulire i danni, si rattoppano i due tubi traforati che lasciano passare il tritium nel sottosuolo.

Tutto va bene, dormite tranquilli, il nucleare è super tranquillo, non costa nulla, senza pericolo (molto meno del grave pericolo di vedere un uccello colpire una pala eolica, è chiaro ), e in ogni modo, anche se c'era pericolo, non lo sapreste, questione di sicurezza, capite.

Ma davanti al ripensamento dello stato del Vermont a volere prolungare la durata di vita della centrale, ( la VYDA è l'alleanza ufficiale che cerca di fare smontare la centrale), è probabile piuttosto che la società Entergy sia costretta a mettere la mano alla tasca per pulire il sito e smantellare Vermont Yankee. Costo stimato per la società: 40 milioni di dollari. Si può capire che trascina i piedi.

È vero che il nucleare è talmente redditizio, (se si dimenticano le spese di manutenzione, di smantellamento, di processi, di commissioni, di riparazioni e di "coperta" degli incidenti per ragione di "sicurezza", naturalmente). Anche fare tacere la stampa costa: cerco disperatamente degli articoli della grande stampa" su questo argomento, dal New York Times, dal Washington Post o di Time Magazine, niente.

Non vi aspettate di vedere questo post alla una, la pubblicità di Areva disturba un po' negli angoli.

http://www.lepost.fr/article/2010/03/31/2012665_presse-et-nucleaire-main-dans-la-main-dans-le-monde-du-silence-4.html

Traduzione : Fabienne Melmi

giovedì 25 novembre 2010

SPINNER 360

Ecco l'ultima, geniale invenzione dei lomografi: LOMOGRAPHY SPINNER 360.





Prendete la macchinetta in una mano, tirate il cordino e mollatelo. In un attimo la fotocamera ruoterà di 360° sul suo asse e fotograferà tutto quello che è attorno in un frame quattro volte più lungo di quello di una normale fotocamera panoramica. Con risultati sorprendenti!!!

mercoledì 24 novembre 2010

STIPENDIO A PUNTI




Ad Arzignano, in provincia di Vicenza, è nato lo stipendio a punti.
Di cosa si tratta?
L'idea è venuta ad Enrico Marcicaglia un assessore leghista di Arzignano che ha inventato lo stipendio accessorio a punti. Infatti, chi dei vigili urbani voglia ottenere una parte di retribuzione aggiuntiva allo stipendio mensile dovrà, durante il proprio turno, controllare trenta obbiettivi:

10 auto;
10 automobilisti;
5 parchi pubblici;
3 immigrati;
2 negozi di Kebab o phone center.

Automobilisti e Immigrati, siete avvisati!!!

martedì 23 novembre 2010

HAPPY FAMILY

Nonostante in molti mi avessero detto di aver trovato questo film noioso, primo di trama ma ricco di luoghi comuni, quando l'altra sera mi è capitata l'occasione di vederlo devo dire che a me è piaciuto!!!

























 





"Mi chiamo Caterina, ho 27 anni.
Ho i capelli rossi e tutti mi dicono che sono bella.
Io però soffro di depressione perchè ho un problema: puzzo."






Happy Family di Gabriele Salvatores, è un film spiritoso, colorato, frizzante. Un film dove il rosso la fa da padrone ed è anche per questo che mi è piaciuto tanto!!!

Guardatelo e datemi la vostra opinione!!!

lunedì 22 novembre 2010

RETTIFICA A BIO BOTTLE

Qualche giorno fa ho parlato dell'acqua SANT'ANNA e della sua BIOBOTTLE. Della sua bio-degradabilità e del fatto che non si consumi petrolio per produrla. Devo però rettificare questo mio post.
























Jazz, un lettore del mio blog, incuriosito dal post ha fatto un approfondimento ed ha scoperto che in realtà si tratta di una pubblicità fuorviante in quanto al contrario di quanto viene pubblicizzato vi è l'utilizzo del petrolio. Si ha inoltre un elevato consumo di acqua nel processo di produzione.

Tutta la spigazione dettagliata la trovate su BLOGOSFERE.

Grazie JAZZ per aver approfondito il mio post ed avermi dato la possibilità di rettificare una notizia così importante.

sabato 20 novembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

UN ARTICOLO LUNGO RISPETTO A QUELLI A CUI CI AVEVA ABITUATO FABIENNE, MA CHE PARLA DELLE LEUCEMIE DEI BAMBINI CHE ABITANO VICINO ALLE CENTRALI NUCLEARI. LEGGETELO.

NUCLEARE: IL MONDO DEL SILENZIO


Il comandante Cousteau avrebbe potuto realizzare un film sul mondo del nucleare, talmente soffocato sotto il silenzio: "il mondo del nucleare è il mondo del segreto", dichiara Marie-Christie Blandin in un articolo pubblicato su Le Post.
Ma è pericoloso ?
Questa intervista della senatrice del Nord Pas-de-Calais segue la scoperta di 22 chili di plutonio "dimenticato" da Aréva sul sito della centrale nucleare di Cadarache.
Niente di grave, dicono: Aréva ha classificato l'incidente ad un livello 2 sulla scala di Ines che ne conta 8. Prima, la Siberia scopriva 108 tonnellate di uranio impoverito generosamente inviato dalla Francia nel più grande segreto. Quale classifica sulla stessa scala? L'Italia, per conto suo, indaga da parecchi anni, dopo le confessioni di un pentito della mafia che avrebbe fatto affondare una trentina di navi cariche di container di rifiuti tossici e nucleari. Quando il mondo del silenzio raggiunge un altro mondo del silenzio, che cosa si raccontano?

Mi sono posto la domanda: che cosa accade al livello 0, quando non c'è incidente nucleare né plutonio radioattivo "dimenticato" in una centrale in smantellamento? Un inizio di risposta è contenuto probabilmente nel rapporto KIKK. Non ne avete mai sentito parlare , niente di stupefacente in questo.

Due volte più leucemie nei bambini
Alcuni studi regolarmente condotti sulla salute degli abitanti nei dintorni delle centrali nucleari. Hanno servito di base allo studio battezzato KIKK pubblicato nel dicembre 2007. Ecco due esempi, ma ne esistono altri, regolarmente passati sotto silenzio.

Alla fine degli anni 1980, nel 1987 precisamente, ed all'inizio degli anni 1990, parecchi studi inglesi sono stati condotti nei dintorni delle centrali nucleari di Windscale, (oramai Sellafield), Burghfield e Dounreay. Degli studi precisi, seri, in nessun modo influenzati da una qualsiasi lobby, (Verde o Nera), sui casi di leucemie infantili. I risultati di questi studi hanno mostrato degli aumenti significativi di leucemie nei bambini. Dei motivi di preoccupazione?
La lobby del nucleare ha risposto a questi studi che gli esemplari di popolazione studiati non erano rappresentativi, che gli aumenti di caso di leucemie nel bambino potevano essere osservati in seguito alle migrazioni di popolazioni, in breve che questi studi non sono significativi. 20 anni dopo, i casi di leucemie nel bambino sono sempre in media due volte più numerosi nelle popolazioni che abitano vicino alle centrali nucleari, come lo dimostra lo studio KIKK.
Il "Committee on the Medical Aspects of Radiation in the Environment (COMARE)" inglese (Comitato sugli aspetti medicali delle radiazioni nell'ambiente naturale) ne ha concluso che la spiegazione dell'aumento di caso di leucemie nel bambino vicino alle centrali nucleari rimaneva ignota, ma che c'erano poche probabilità che siano le radiazioni.

Nel 2004, il CERRIE (www.cerrie.org) si è intetressato al dossier ed il suo rapporto conclude ad incertezze sulle dosi prelevate.

Nel 2007, lo studio Baker and Hoel (2007) della Medical University of South Carolina ha riunito i dati, (giganteschi), di 17 pubblicazioni scientifiche che riguardano 136 siti nucleari in Francia, nel Regno Unito, in Canada, negli Stati Uniti, in Germania, in Giappone ed in Spagna.

Conclusioni: il tasso di mortalità dei bambini di meno di 9 anni è nei dintorni delle centrali nucleari più elevati dal 5 al 24% , secondo la distanza alla quale si trova il reattore dal luogo di abitazione, e dal 2 al 18% per i giovani di meno di 25 anni. Lo studio tedesco Hoffmann pubblicato nel giugno 2007 si occupa di 14 casi di leucemie tra il 1990 e il 2005 di bambini che vivono a meno di 5 km della centrale di Krümmel, a Geesthacht, così come nei dintorni di un centro di ricerca nucleare a nord del paese. La Germania considera ufficialmente un tasso di incidenza di caso di leucemie di 0,45 nei dintorni delle sue centrali, questo studio prova che questo tasso è molto superiore.

Lo studio KIKK
Lo studio KIKK, (per: Kaatsch P, Spix C, Schultze-Rath R, ed al. Leukemia in young children living in the vicinity of German nuclear power plants. Int J Cancer. 2008; 1220:721-726) - di cui esistono solamente versioni tedesche ed inglesi - è stato chiesto dal molto ufficiale organo della salute pubblico tedesco, il Bundesamt für Strahlenschutz o BfS, fin dal 2003. Pubblicato nel dicembre 2007, poi in due articoli scientifici a gennaio 2008, (Spix), e febbraio 2008, (Kaatsch), nella sua versione inglese, questo lungo studio non è stato neanche tradotto in francese. Tuttavia, la Francia è la campionessa del mondo dell'energia elettrica di origine nucleare con un tasso di dipendenza che raggiunge l' 80%. La salute pubblica non meritava probabilmente altrettanta attenzione da parte dell'ASN (Agenzia della Sicurezza Nucleare). Le conclusioni dello studio KIKK sono contenute in un rapporto di 337 pagine reso libero di accesso il mese scorso. È disponibile in Open Access, accesso libero e gratuito, sul sito di Bio Med Central, (se la salute pubblica s'interessa).

Le conclusioni sono edificanti. Su 1592 casi di cancri studiati nei bambini di meno di 5 anni, con un gruppo di controllo di 4735 bambini, i casi di leucemie infantili osservati nei bambini che vivono a meno di 5 km delle 16 centrali nucleari tedesche sono molto superiori ai tassi considerati come "normali": 1,6 volte più cancri di ogni tipo e 2,2 volte più leucemie che se i bambini vivessero in un ambiente naturale privato di centrale nucleare nei dintorni.
Queste osservazioni sono state realizzate su 37 casi di cancri, mentre gli autori dello studio ne aspettavano 17 secondo le previsioni governative, in regioni alla popolazione rada e stabile, (nessuno misterioso effetto di migrazione ad opporre alle conclusioni dello studio).

Se troverete che 37 casi su più di 1500 non è niente, ne parlerete alle famiglie di questi bambini.

Ed in quale mondo viviamo quando un governo ammette come accettabile che 17 casi di cancri possono essere legati alle attività di una centrale nucleare quando dei villaggi si oppongono alla costruzione di pale eoliche perché "rovinano il paesaggio?"

Perché questo silenzio?
Possiamo chiederci perché la Francia resta talmente silenziosa a proposito delle sue attività e straripamenti nucleari. La risposta è semplice. Solo un esempio: la Francia deve consegnare sei reattori nucleari europei, (degli EPR di 3 generazione), in India questi 12 prossimi anni. Dei contratti importantissimi per la balancia commerciale. Così ufficialmente occorrerà tra 10 e 12 anni per costruirli, (l'India è attualmente alla ricerca di terreni per installare queste bombe a scoppio ritardato), prendiamo ancora una volta un esempio. L'epr di Olkiluoto, in Finlandia, (soprannominato "l'incubo di Aréva") ha già 168 giorni di ritardo nella sua costruzione, ed è previsto un ritardo di 3 anni in tutto. Costo di questo ritardo per i contribuenti, (ciò si chiama un ritardo su investimento e non un ritorno su investimento): già 2,25 milioni di euro a questo giorno, (immaginate fra 3 anni...).

Nel campo del nucleare, non serve lanciare un "lo sapevate"? perché non sapete niente, normale, meglio non dirvi niente. È meglio scoprire le sorprese del nucleare dopo, è talmente più "fun", come nei Simpsons.
L'appello di Marie-Christine Blanvin a più trasparenza da parte di Aréva e dell'ASN non dovrebbe essere ignorato. A meno che abbiate un gusto particolarmente pronunciato per la pelle gialla, i capelli viola ed i donuts, (in questo caso potreste essere reclutati da Aréva che propone 12'000 nuovi posti di lavoro ogni anno nel mondo). La realtà è purtroppo, molto meno divertente. Da più di 20 anni che gli studi di salute pubblica sono realizzati sui casi di leucemia del bambino nei dintorni delle centrali nucleari, sono relegate regolarmente al rango di favole.

"Alcune centinaia", ( o sottinteso "niente") di vittime delle prove nucleari della Francia in Algeria ed in Polinesia tra il 1960 e il 1996 potranno pretendere oramai ufficialmente agli indennizzi. Una confessione sui pericoli del nucleare? Apparentemente no.

"AREVA propone ai suoi clienti delle soluzioni tecnologiche per produrre dell'energia senza CO2 ed avviare l'elettricità in ogni affidabilità", possiamo leggere sul sito di reclutamento di Aréva. Se pensate che le centrali nucleari sono La soluzione al problema del CO2, vi rinvio a questo altro articolo che contiene tutti i links necessari per capire meglio di "il mondo del silenzio" (vedere anche l'articolo pubblicato su Le Post concernente il documentario passato su Arte - Rifiuti: L'incubo del nucleare).

Se la Francia non da certo l'esempio in materia di sicurezza nucleare, non è l'unica. Il vicino Belgio rimanda da dieci anni la sua uscita del nucleare e la Germania, malgrado una forte opposizione nazionale, torna indietro sul suo calendario di uscita del nucleare. Nel caso del Belgio, il ritardo di uscita è legato ad un obbligo di reclutare 10'000 posti di lavoro nelle energie rinnovabili, (le vere), da qui al 2015. Il che significa molto chiaramente che il nucleare non è la soluzione di avvenire in materia di energia, contrariamente a ciò che cercano di farvi credere. La lobby del nucleare, come la lobby del petrolio, cercherà di tirarne l'ultima goccia battendosi becco ed unghie, siatene certi, prima che sia finalmente vietato finalmente.

Privata di trafile industriali nelle energie rinnovabili, la Francia ha accumulato un ritardo significativo. Grazie chi?

Fonte: http://www.lepost.fr/article/2009/10/16/1745055_nucleaire-le-monde-du-silence.html
Traduzione: Fabienne Melmi

venerdì 19 novembre 2010

K1

Tra le cause maggiori della diffusione del virus HIV c'è sicuramente lo scambio di siringhe tra i tossicodipendenti. Purtroppo è un abitudine diffusa quella di passarsi le siringhe tra un buco e l'altro. Naturalmente questa non è la sola causa di contagio ma forse almeno questa potrà essere eliminata grazie a K1!!!












K1 è la siringa che può essere usata una sola volta! La siringa monouso che dopo il primo buco diventa inutilizzabile. Spero vivamente che K1 venga distribuita al più presto in tutte le nostre farmacie.

giovedì 18 novembre 2010

BIOBOTTLE

Perdonatemi se faccio pubblicità, ma credo che certe cose, quando vengono fatte bene vadano pubblicizzate. Oggi infatti vi voglio parlare di SANT'ANNA!!! L'acqua minerale leader del mercato delle acque, unica società ancora totalmente italiana.

Ma cosa ha fatto quest'acqua per meritarsi un posto nel mio blog?




SANT'ANNA ha deciso di battersi sul serio per la sostenibilità ambientale eliminando la necessità di riciclare le bottiglie in pvc. Si, avete letto bene, questa azienda piemontese ha infatti realizzato una BIOBOTTLE con plastica ottenuta dalle piante e senza utilizzare una goccia di petrolio. La BioBottle si dissolve dopo l'uso in poco più di un mese. E' già presente nel mercato italiano anche se ha un costo più elevato rispetto alle normali bottiglie. Dimostriamo almeno per una volta che in Italia il valore ambientale non è messo in secondo piano rispetto al costo. Quindi vi prego, cari lettori di Biancheggiando, se comprate acqua minerale, d'ora in poi comprate solo la SANT'ANNA in BIOBOTTLE!!!

mercoledì 17 novembre 2010

365 PROJECT

365 PROJECT, ERIKA e il suo BLOG LOMOGRAFICO!!!



Erika, una ragazza effervescente che mi ha subito conquistato con la sua energia e con la sua grande passione per il mondo della fotogrofia. Un mondo che spazia dalle Lomo alle Polaroid dalle normali macchine analogiche all'IPhone. Il suo blog PRETTY IN MAD è davvero interessante perchè pieno di consigli pratici per iniziare a muoversi nel mondo delle LOMO. Nei suoi post troverete spiegato cosa sono le foto con i SPROCKET HOLES e come si ottengono, cosa è una doppia esposizione e così via.

Tra le tante idee di Erika c'è 365 PROJECT














 



L'idea di Erika si rifà all'applicazione per IPHONE PROJECT 365 che ha come obiettivo quello di scattare una foto al giorno per un anno e caricarla su questo "album virtuale" che è l'applicazione stessa. L'idea originaria è di Taylor McKnight che nel 2004 ha cominciato a scattare e postare una foto al giorno per documentare la sua vita. Nel 2006 il sito di fotografia FHOTOJOJO ha pubblicato un articolo su di lui e così il fenomeno è dilagato e nel giro di poco tempo moltissime persone si sono imbarcate in questa esperienza tanto che ora c'è perfino un sito a cui ci si può iscrivere che si chiama proprio 365project.
















Erika però segue un suo personalissimo progetto che porta avanti ormai da 80 giorni nel suo blog!!! Non voglio dirvi altro lasciandovi così la curiosità di fare un giro da lei!!!

Dimenticavo le foto di questo post sono inedite.... grazie ancora Erika!!!

martedì 16 novembre 2010

OROLOGIANDO

Ieri sera a casa di un mio amico siamo stati a cercare su internet un orologio da acqistare. Così digitando su GOOGLE la parola orologio è venuto fuori un mondo inaspettato!!! So che sembro fuori dal mondo ma non sono abituata a fare acquisti via internet e quindi rimango ancora stupita da quante cose vi si possano trovare digitandovi una sola parola. Così scrivendo la parola OROLOGIO è uscito fuori un mondo sommerso. Ogni sorta di marca e modello!!! Ecco i miei preferiti!!!





Orologi NAVA disegnati da Denis Guidone.






Originalissimi, colorati, veramente cool, gli orologi NOOKA.






















Certo questo non è un orologio da polso ma è troppo QLOCKTWO!!! E poi è stato buffo scoprire che ALESSI e ADIDAS non producano solo pentole e scarpe!!!




Disegnati dal famosissimo Karim Rashid per Alessi.




Altro che scarpe!!! questi orologi mi piacciono assai!!!
Quale è il vostro orologio preferito?!?!?


lunedì 15 novembre 2010

FOOD COOP




A New York, la FOOD COOP è un istituzione, fondata nel 1973, dall'esterno sembra un supermercato ma in realtà funziona come un club esclusivo. Chi vuole diventarne socio deve pagare un prezzo altissimo: il proprio tempo. Ogni socio deve infatti lavorarci per 3 ore al mese e se si salta un turno questo deve essere recuperato entro il mese successivo altrimenti scatta la sospensione. Il vantaggio di far parte della Food Coop lo si trova nel prezzo della merce nella quale si ha un rincaro molto più basso, un 21% contro il 60% dei normali ipermercati. Inoltre all'interno delle Food Coop si trovano solo cose eco-sostenibili e bio-degradabili. Oggi con 54 mila impiegati la Food Coop sta trasformando anche il modo in cui gli americani guardano il cibo, controllano la provenienza di frutta e verdura e la carne non proviene da allevamenti industriali ma da piccoli allevatori che si trovano nei dintorni. Insomma se vi capita di passare qualche tempo a NY vi consiglio vivamente di diventare un membro della Food Coop. La quota del socio è di 125 dollari. Per altre informazioni QUI troverete tutto!

sabato 13 novembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE














GERMANIA: UNA MOBILITAZIONE CITTADINA MASSICCIA CONTRO IL NUCLEARE ED I SUOI RIFIUTI.

Il convoglio di rifiuti radioattivi in provenienza dalla Francia è arrivato martedì al sito di stoccaggio di Gorleben, nel nord della Germania, dopo quattro giorni di un tragitto reso caotico grazie alla determinazione cittadina. Mai un tale trasporto avrà conosciuto un tale ritardo, una tale opposizione,: perché è una mobilitazione di un'ampiezza senza precedente a cui l'industria nucleare ha dovuto fare fronte.

Sotto alta protezione poliziesca, 11 camion carichi di rifiuti radioattivi tedeschi, rilavorati in Francia alla fabbrica di La Hague, hanno raggiunto Gorleben martedì mattina, dopo 91 ore di tragitto in treno, da Valognes (Manica), fino a Dannenberg, passando per Caen, Amiens, Reims, Strasburgo. Le 123 tonnellate di materiali altamente radioattivi si aggiungeranno ai 91 container già stoccati nei capannoni aspettando una decisione finale del governo sul loro eventuale seppellimento.












il sito di Gorleben

L'opposizione cittadina a questo convoglio è stata estremamente importante, i tedeschi hanno indicato chiaramente, in modo non violento ed ad alta voce che si opponevano a questa tecnologia obsoleta e pericolosa. Venuti in automobile, in autobus e centinaia anche in trattore, decine di migliaia di militanti si sono ritrovati sotto una foresta di striscioni e di cartelloni per protestare contro questo 12esimo rimpatrio di rifiuti nucleari dal 1995 e contro la politica nucleare del governo Merkel.
La società in tutti i suoi componenti, dai bambini agli ottantenni, ha raggiunto il movimento di opposizione, in un largo movimento di disobbedienza civile, con azioni che vanno dal semplice sit-in, al blocco delle strade con i trattori e anche con… le pecore!

I rifiuti nucleari, un vicolo cieco

Questo convoglio è il simbolo del vicolo cieco che rappresenta il nucleare: questo trasporto dimostra una volta ancora che non esiste soluzione per i rifiuti nucleari. Dal 1995, il sito di Gorleben accoglie dei rifiuti vetrificati altamente radioattivi in container posti in un capannone e ventilati affinché raffreddino.
Questo "stoccaggio temporaneo" dura da quindici anni!
A lungo termine, il governo tedesco studia la possibilità di stoccarli in uno strato geologico profondo, nel sale. Ora i primi studi hanno già mostrato che la miniera di sale di Gorleben non è stagno.

Lo stoccaggio nel sale ha già dimostrato peraltro la sua inefficacia in Germania. Non lontano da Gorleben, la miniera di sale di Asse (Bassa-Sassonia) che nasconde 126 000 fusti di rifiuti di debole e media attività stoccati in "modo definitivo" dagli anni 1960. Ora, si è recentemente saputo che questa miniera subisce importanti infiltrazioni di acqua dal 1988 e che il sito conosce delle perdite radioattive. Il sale non è stagno. All'inizio del 2010, il governo tedesco ha così deciso di riaprire la miniera e di riprendere tutti i rifiuti. Il sito di Asse, concepito al principio come un progetto pilota, era supposto portare una soluzione allo stoccaggio finale dei rifiuti nucleari. Ora, i tedeschi hanno dei seri dubbi in quanto alla viabilità degli strati di sale come alternativa fattibile.

Bisogna uscire dal nucleare!

Sareste pronti a condurre un'automobile senza freni? Probabilmente no. Tuttavia, è ciò che fa l'industria nucleare da cinquant' anni: pilota l'energia dell'atomo con il piede sull'acceleratore, senza preoccuparsi della sorte dei sottoprodotti avvelenati che genera: i rifiuti radioattivi.

Greenpeace chiede dunque l'abbandono progressivo del nucleare: per gestire la crisi dei rifiuti nucleari che abbiamo già prodotti, la soluzione è di smettere di produrre nuovi rifiuti, e di sviluppare le energie pulite e l'efficacia energetica. Bisogna vietare la costruzione di ogni nuovo reattore e mettere immediatamente un termine ad ogni processo di rilavorazione.

Fonte: Greenpeace France, tradotto per noi da Fabienne Melmi.

giovedì 11 novembre 2010

I FIGLI DEL CARCERE















 




E' stato difficile per me stare ad ascoltare Sheila, le sue descrizioni, le situazioni che ha vissuto in prima persona, i bambini che ha visto soffrire, le situazioni inimmaginambili che bambini devono patire ancora oggi qui in un paese che noi chiamiamo civile. Tutta la nostra lunga chiacchierata è stata qui ben sintetizzata da Sheila. Nel trascrivere l'articolo non sono più riuscita a trattenere le lacrime, perdonate quindi eventuali errori di trascrizione. Buona lettura e buona riflessione. Affrontare la delicata questione dei bambini in carcere non lascia mai indifferenti. Si è visto che negli ultimi anni il numero dei bambini in carcere è andato progressivamente crescendo nonstante che la legge 165 del 95 articolo 4 riconosca l'incompatibilità della detenzione per le donne con figli sino ai 10 anni di età. Gli effetti patologici che l'ambiente del carcere provoca sui bambini sono molti, i bambini infatti sono soggetti a crisi di pianto frequenti, hanno spesso problemi a dormire in quanto subiscono risvegli bruschi durante il sonno. I bambini sono privati anche del rapporto con i coetanei e con le altre figure parentali, sopprattutto con la figura paterna. Poi per legge al compimento del terzo anno di età i bambini devo lasciare le madri per andare con i parenti, altrimenti, se sono stranieri, vengono portati dagli assistenti sociali. Questa separazione viene vissuta dai bambini come un abbandono della madre. Non bisogna dimenticare d'altro canto lo stress, il disagio della madre che si occupa del figlio con la consapevolezza che al compimento del terzo anno di età il bambino le sarà tolto. Il volontariato da anni ha intrapreso una tenace battaglia per impedire che i bambini varchino le porte del carcere. Un 'altro tema importante e delicato della detenzione è il rapporto che si crea tra madre e filgio dopo la scarcerazione di quest'ultimo. Sono 15000 i figli dei detenuti che si recano negli istituti penitenziari per avere un colloquio con il genitore, si è visto che si tratta di un vero e proprio trauma perchè questi vengono perquisiti. C'è quindi il bisogno di creare dei luoghi dove genitore e figlio possano liberamente parlare e passeggiare, è opportuno che il colloquio venga vissuto come un momento sereno. C'è bisogno che lo Stato intervenga, c'è bisogno di cambiare, c'è bisogno di dare voce a questi piccoli che non ne hanno. Non devono esistere più i "figli del carcere".

Grazie Sheila, grazie per aver condiviso con noi questa esperienza. Complimenti per la forza che hai dimostrato nello stare accanto a questi bambini. Grazie per i sorrisi che sei riuscita a strappargli. Ti auguro che un giorno il tuo lavoro possa essere di aiuto proprio a loro. GRAZIE.

mercoledì 10 novembre 2010

SHEILA SILVA











 







Sheila è una studentessa al terzo anno della facoltà di Scienze della Formazione. Lo scorso anno ha svolto un tirocinio molto interessante all'interno del carcere di Perugia. Un esperienza del genere mi è sembrata molto importante, dal punto di vista formativo ed allo stesso tempo forte e dura da digerire. Queste sono le motivazioni che mi hanno spinto ad intervistarla.


B. ciao Sheila, intanto complimenti per il coraggio dimostrato ad accettare e portare avanti un tirocinio così duro da un punto di vista emozionale. La prima domanda che vorrei farti riguarda le modalità con le quali tu sei stata introdotta nel carcere di Perugia?

S. circa due anni fa cercai di entrare nel mondo del carcere con il volontariato, ma i dirigenti mi dissero che per fare il vonotariato in carcere era molto difficile in quanto si dovevano presenatre molti documenti per certificare di non avere nessun parente in carcere e roba simile. Decisi così di aspettare il terzo anno dell'università per svolgere il tirocinio in carcere. Ovviamente con l'università le procedure sono state molto veloci anche se anche qui all'inzio mi dissero che era molto difficile che il carcere accettasse dei tirocinanti.


B. Quale è stato il tuo primo impatto con questa realtà così dura?

S. bhè.. posso ben dire che il primo impatto con il carcere è stato molto forte. Penso che tutti sappiano (anche vedendo i film) che il carcere è una realtà dura, ma trovarsi direttamente lì è una cosa indescrivibile per quanto ti puoi prepare psicologicamente rimane comunque un'emaozione che ti colpisce e lì ti rendi conto di quanto sei fortunata a decidere/organizzare la tua giornata.


B. Come si svolge la giornata all'interno del carcere?

S. Il carcere offre la possibilità a chi volesse di partecipare a delle attività (laboratori) di ogni tipo, hanno anche la possibiltà di acquisire titoli di studio come la licenza di 5°elementare e il titolo di 3° media. Quindi per circa 2-3 ore hanno la giornata occupata.. ma il restante delle ore??? o leggono alcuni libri che il carcere dispone o guardano la televione poichè in ogni cella vi è un televisore acceso solo per un tot di ore. Posso quindi dire che la condizione dei detenuti non è pessima, ma ciò non significa che i detenuti si trovino in una condizione accettabile in quanto gli viene tolta la cosa primaria: la libertà di decidere della loro giornata, la libertà di vedere i proprio familiari.


B. Come si è svolto il tirocinio?

S. Il tirocinio si è svolto nel migliore dei modi poichè ho potuto vedere la parte negativa del carcere e la parte positiva. Ho avuto inoltre la possibilità di notare i ruoli di ogni figura presente all'interno del carcere, partendo dagli educatori, assistenti sociali, pscicologi, agenti. Ogni mattina io e gli educatori andavamo a fare i primi ingressi ovvero andavamo a parlare con i nuovi giunti da fuori e con quelli provenienti da un altro carcere d'Italia. Dopo di che ci dirigevamo verso gli uffici a rispondere alle emil e a occuparsi di tutta la parte burocratica.


B. Vuoi parlarci un po' dei lati positivi e di quelli negativi?

S. bhè... tra i lati negativi c'è sicuramente il fatto che molti carcerarti che si trovano lì solo per espulsione (a mio parere l'espulsione NON è UN REATO DA CARCERE!!!!!) vengono messi in cella con chi veramente ha motivo di stare lì. Voglio dire che questi detenuti espulsi, per la maggior parte giovani uomini, stanno in cella con chi ha commesso un reato molto più grave dell'espulsione come: omicidio, furto, traffico di sostanze stupefacendi ecc.ecc. E questo sicuramente non è una bella organizzazione carceraria poichè questi carcerati posso in un certo senso "apprendere" questi mestieri e in questo modo lo Stato italiano non fa altro che incentivare il delinquere! Un altro lato negativo è la carenza della Polizia Penietnziaria e in particolar modo la carenza del personale che si occupa del tratttamento dei detenuti! Fortunatamente il lato positivo è che il personale, nonostante la carenza, opera nei milgiori dei modi; e questo sicuramente è un buon segno!!! Poi posso ben dire che gli educatori cercano in ogni modo di alleviare la sofferenza dei detenuti organizzando sempre delle attività interessanti!


B. bene Sheila, domani uscira il tuo articolo che parla dei bambini che vivono all'interno del carcere. Vuoi fare una premessa?

S. certamente. Stando in carcere per quasi tre mesi ho avuto la possibiltà di vedere quella parte un po' nascosta e per un certo senso un po' riservata del carcere: i "bambini reclusi" Credo che questo sia stata la situazione che mi ha più colpito. Non è facile vivere in carcere, tanto meno per dei bambini piccolissimi di 0 - 3 anni.

martedì 9 novembre 2010

ANTEPRIMA "I FIGLI DEL CARCERE"




Di recente mi è capitato di seguire alcuni servizi sulla vita carceraria. Tutti mettevano in evidenza problematiche quali il sovraffollamento delle carceri italiane, la carenza di personale, le disparità di trattamento tra detenuti di serie A e detenuti di serie B. Emergeva l'impossibilità di assolvere la funzionre riabilitativa da parte delle istituzioni carcerarie, così che chi esce dopo aver scontato la pena, nella maggioranza dei casi delinque nuovamente e torna dentro. Insomma si parlava di tutto tranne che della questione più delicata, ovvero dei "figli del carcere"

lunedì 8 novembre 2010

WC













Sapete quale è la nuova frontiera della pubblicità? I bagni, per la precisione quelli pubblici!!!

A causa della crisi delle forme di pubblicità tradizionali, le aziende provano a riconquistare l'attenzione del consumatore scegliendo come luogo i bagni (sono nati addirittura dei media specializati nel pianificare spazi pubblicitari in questi luoghi) dei pub, discoteche, aereoporti, uffici.










La Mini Cooper si fa pubblicità facendo fare al fruitore del bagno lo slalom tra i birilli! Le pubblicità sono state affisse anche nei vari accessori del bagno, ed ecco un dispencer di sapone liquido con l'immagine di un naso raffrddato che ti ricorda una marca di fazzoletti.



















Ci sono poi le pubblicità sociali come quella in Sud Africa ad esempio sono stati istallati ai fianchi dei wc due ruote per trasformare la tazza in una sedia a rotelle, monito al non guidare ubriachi!




















Oppure c'è la carta igenica che cerca di sensibilizzarti al problema della deforestazione.












Chissà se questo tipo di pubblicità risquoterà davvero successo!!!

sabato 6 novembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE
















La rinascita del nucleare civile comporta delle minacce.


La rinascita del nucleare civile nel mondo rischia di superare le capacità di controllo della comunità internazionale, via l'AIEA, e dunque di essere una minaccia ?

È ciò che teme un rapporto dell'Oxford Research Group, un "think tank" britannico che opera per il disarmo e la pace. Uno degli autori, Frank Barnaby, spiega :


Docteur Frank Barnaby, lei è un fisico nucleare di formazione e consulente in seno al "Gruppo di ricerche di Oxford", Oxford Research Group. Avete co-pubblicato il rapporto che si pronuncia contro il proseguimento di investimenti nei reattori nucleari e contro lo sviluppo di questa tecnologia. Intitolato "Troppo caldo a manipolare: il futuro del nucleare civile", (Too hot to handle: The Future of Civil Nuclear Power), afferma particolarmente che bisognerebbe costruire quattro reattori nucleari per mese di qui al 2070 affinché ci sia una modifica nelle emissioni globali di CO2....

Sì, l'idea principale è che se si vuole che l'energia nucleare abbia un effetto significativo sul riscaldamento climatico, allora ne occorre molto. È ciò che indicano le cifre che avete fornito. È praticamente impossibile che un tale numero di centrali sia costruito e mantenuto, perché non dobbiamo dimenticare che molte lo saranno nei paesi in via di sviluppo. Ed è ragionevole chiedersi se questi paesi hanno la perizia e le risorse di gestire in modo sicuro dei grossi reattori e di trattare i rifiuti che produrranno. Dunque pensare che l'energia nucleare può fare la differenza non è proprio ragionevole.


Dite dunque che l'energia nucleare non è la strada giusta per un'energia pulita?

No, non è la strada giusta . Per costruire dei reattori nucleari, utilizzate molta energia, e questa energia proviene della combustione delle energie fossili. E dunque emettete del CO2 nell'atmosfera. Certo in quantità meno importante di quello prodotto dalle centrali termiche a carbone o a gas naturale, ma è una quantità non trascurabile.

Un altro problema ambientalista è che se andiamo verso la produzione di una grande quantità di energia nucleare, mancheremo velocemente dell'uranio necessario all'alimentazione dei reattori, in ogni caso dell'uranio che può essere estratto ad un costo economico. In altri termini, c'è solamente una quantità limitata di uranio nel mondo che possa essere estratto dll suolo con un costo energetico che permetta un guadagno rispetto all'energia che permetterà di produrre. Perché è inutile utilizzare un uranio molto povero se il procedimento per arricchirlo mandi nell'atmosfera più gas ad effetto serra che la quantità che economizzate grazie all'utilizzazione dei reattori.


La penuria di uranio è un problema maggiore. Certi, particolarmente nell'industria nucleare, sostengono che per questo motivo dobbiamo andare verso il reattore di tipo surgeneratore che utilizza come combustibile non più dell'uranio, ma principalmente del plutonio: questo significa che entreremmo in un'economia del plutonio. Il che sarebbe estremamente pericoloso a causa della disseminazione di grandi quantità di plutonio nel mondo, coi rischi di utilizzazione per i paesi per fabbricare delle armi nucleari, o peggio ancora per i terroristi per fabbricare esplosivi nucleari.

Che cosa suggerite allora al posto dell'energia nucleare per bloccare il riscaldamento climatico?


Le fonti di energia alternativa, particolarmente l'energia solare, l'eolico, l'energia delle maree. In altri termini, niente energia fossile né energia nucleare, ma un'energia alternativa relativamente pulita. Niente è perfettamente pulito. C'è sempre una parte di emissioni di gas ad effetto serra.

Ultimamente, in un'intervista, il professore Jacques Foos, del Conservatorio francese delle Arti e Mestieri, ha sottolineato che tutte le energie dovranno essere sviluppate per soddisfare ai bisogni mondiali. Che cosa ne pensate?
Sono d'accordo con l'argomento che dobbiamo avere una combinazione energetica. Ma da un altro lato, non vedo realmente posto per l'energia nucleare. Personalmente, preferirei che non ne abbia.



articolo tradotto per noi da Fabienne Melmi.

venerdì 5 novembre 2010

BE CYCLE AND FASHION

Lo sport è sempre stato parte della mia vita, ogni anno uno sport diverso, ogni anno una grande passione. La bicicletta è uno di questi. Non sono mai stata una ciclista professionista ma io e la mia bici eravamo inseparabili! In estate mi muovevo solo in sella alla mia bici. Salite, discese, mi ha sempre dato un senso di grande libertà, di potenza, sfrecciare, sudare, pedalare mi facevano sentire invincibile come se tutto fosse possibile.

La bicicletta è stata oggetto di un iniziativa benefica. Un progetto creato da Chaine du Coeur (un organizzazione francese impegnata in cause umanitarie) chiamato "be cycle and fashion" che ha dato vita ad una edizione limitata di dodici biciclette vestite ad arte dalle grandi griffe.














 



Agatha Ruiz De La Prada



Kenzo



Antik Batik



Francois Duris

Il ricavato dalla vendita di queste originalissime biciclette andrà a finanziare Act Responsible, un associazione no-profit che promuove campagne per lo sviluppo sostenibile.


giovedì 4 novembre 2010

LOMOGRAFIA

La mia passione per la LOMOGRAFIA nasce tanti anni fa a Verona. Erano anni che passavo spesso in questa città, ospite di diversi amici. E' con loro che ho scoperto le LOMO!

Le Lomo sono macchine fotografiche analogiche con una storia che risale molto indietro nel tempo. HOLGA e DIANA, sono i nomi delle prime macchine fotografiche russe/cinesi destinate al consumo di massa in quanto prodotte interamente in plastica. Ormai fuori produzione furono poi riscoperte per caso negli anni 90 da due studenti olandesi che rimasero affascinati dagli effetti prodotti sulle foto una volta sviluppati. Da allora le Lomo sono diventate una vera e propria moda.






Ogni volta che tornavo da un viaggio a Verona mi ripromettevo di comprarne una. Poi il tempo è passato ma non è passata la mia passione per le Lomo! E così da qualche anno sono fiera di possedere una bellissima DIANA. Mi piacciono questi scatti a sorpresa, queste ombre e questi colori forti, mi piace scattare senza pensarci, lasciandomi andare all'impressione del momento.





Per chi volesse entrare a far parte del mondo dei lomografi, acquistate QUI la vostra prima Diana o Holga. Non ve ne pentirete!!!

mercoledì 3 novembre 2010

STAFFETTA DELL'AMICIZIA

Un grazie ad Alice e al suo blog per avermi passato la Staffetta dell'amicizia, ho così la possibilità di scrivere qualche cosa su di me che non conoscete. Certo rigurda una Chiara bambina ma pur sempre di me si tratta!!!












Ecco le domande ed ecco le mie risposte.


1) Quando le maestre e le prof, e i parenti chiedevano a noi piccoli "E TU? COSA VORRESTI FARE DA GRANDE? "Cosa avete risposto? Cosa avete sognato più e più volte di fare? Quanti mestieri? Quanti sogni?
Io da piccola non avevo dubbi, da grande sarei stata un atleta di quelle che corrono i 100 metri alle olimpiadi!!!


2) Quali erano i vostri cartoni animati preferiti da piccoli? Con quali giochi vi divertivate? Con le bambole o a cucinare con terra e sassi il pranzo ideale per i vostri amici o altro?

I miei cartoni preferiti sono tanti, troppi, tre su tutti: Candy Candy, Sendibell, La Stella della Senna.


3) Qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?

TUTTI, ho sempre considerato il mio compleanno un giorno unico ed ogni anno ho reso quel giorno moolto, moolto speciale!!!


4) Quali sono le cose che volete assolutamente fare e non avete ancora fatto?

Un giro in mongolfiera e un corso di regia.

5) Qual'è stata la vostra prima passione sportiva o non?

Il nuoto: io sono proprio una sirenetta!!!

6) Qual'è stato il primo idolo musicale?

ih ih ih... Gianni Morandi... ah ah ah

7) La cosa più bella chiesta (e in caso ricevuta) da Babbonatale o Santa Lucia?

I Walkie Talky!!!

Passo la staffetta ad altri 5 bloggers:

SIMONA, VALENTINA, SCIX, BIAGIO, PATRIZIA

martedì 2 novembre 2010

OMBRELLO

L'ombrello mi è sempre piaciuto: un fungo colorato che a volte non dura più di un acquazzone. Fin da piccola mi piaceva camminare con l'ombrello al braccio, mi dava l'idea di essere un inglese in vacanza!!! Crescendo l'ho apprezzato per il romanticismo che vi è racchiuso. Al mio primo appuntamento con Riccardo pioveva ed era imbarazzante camminare in due sotto lo stesso ombrello.


Per chi non lo sapesse l'ombrello è stato inventato 3000 anni fa in Cina o in Egitto o in Giappone, o in tutti questi tre posti contemporaneamente e serviva per coprirsi dal sole. Da secoli è l'unico gadget della nostra vita ad essere rimasto praticamente immutato. Oggi alcune grandi aziende vogliono provare a creare l'ombrello del ventunesimo secolo. Un ombrello fatto con materiali più solidi come l'acciaio o le fibre di vetro, sottoponendo i loro prototipi a test nelle gallerie del vento!!!

Ecco per voi alcuni originalissimi ombrelli:
Questo nella foto sotto cambia colore con il tempo.







E' un ombrello dotato di stampe che a contatto con la pioggia da bianche prendono colore. Potete acquistarlo QUI al costo di 25 euro.

Poi c'è l'ombrello che è in grado di dire al proprietario se è il caso di portarlo con sè.







Ha infatti incorporato un ricevitore wireless nel manico che riceve le previsioni del tempo e quando è prevista la pioggia i LED blu dell'impugnatura si illuminano avvisando il proprietario del brutto tempo in arrivo. L'idea è dei designer Stephenie&Bruce.


C'è poi l'ombrello che raccoglie l'acqua piovana, ideato dallo Studio Design Synopsis.






Un ombrello innovativo, capace di raccogliere e filtrare l'acqua piovana che poi può venire consumata!!!


Per un regalo speciale invece si può acquistare un bellissimo ombrello a forma di cuore.






il costo si aggira sulle 25 euro. L'ombrello dell'ammore lo trovate QUI insieme a tantissime altre idee per un acquisto originale!!!


Insomma, spero proprio di avervi dato qualche idea per spendere i vostri soldi in questo mese novembrino che è appena iniziato portando con se tanta acqua. Io però a dire la verità resto legata al mio piccolo ombrello giallo comprato a Firenze.




lunedì 1 novembre 2010

FILASTROCCHEGGIANDO

NOVEMBRE



















novembre legnaiolo
va nel bosco solo solo,
c'è l'ultima foglia a un albero in vetta
e cade al primo colpo d'accetta.


Novembre, il mese dei nonni, il mese dei miracoli, il mese delle castagne, il mese dei baracconi, il mese dell'amicizia, il mese di quel piccolo fiore che è mia figlia Teresa.

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