martedì 21 settembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

UN "QUASI" INCIDENTE AL GIORNO: STORIA DI ORDINARIA FOLLIA

Arriva puntuale l'appuntamento con Fabienne Melmi, ecco ancora un articolo tradotto per voi.

I SUBAPPALTATORI DEL NUCLEARE SULL'ORLO DELL'EPLOSIONE

Delle condizioni di lavoro che si deteriorano, degli stipendi troppo bassi, una pressione crescente, dei timori riguardo alla sicurezza.
Ecco un elenco di situazioni molto comuni nei conflitti sociali francesi.

Ma queste constatazioni vengono da subappaltatori di un settore che non è per niente ordinario: l'industria del nucleare.

La Francia, con più elettricità nucleare nel suo mix energetico che qualsiasi altro paese, cerca di esportare la sua esperienza nucleare mentre numerosi paesi si girano verso questa energia per rinforzare la loro indipendenza energetica. Ma Cyril Bouché, 39 anni, salariato sul sito nucleare di Tricastin, (Drôme e Vaucluse), teatro l'anno scorso di una serie di incidenti che hanno scosso la fiducia dei francesi, afferma che le condizioni di lavoro si sono deteriorate.

"Oggi, la Francia vende dei reattori all'estero, ma EDF dovrebbe pulire davanti alla sua porta", dice Cyril Bouché che lavora per un'impresa subappaltata.

EDF ha perso il controllo delle operazioni

Mentre la Francia avanza, come argomento per la sicurezza del suo parco nucleare, il carattere pubblico delle sue centrali, EDF subappalta l'80% della manutenzione dei suoi 58 reattori a delle società come Vinci, Areva, GDF Suez o Bouygues.

Lavoravamo "prima, mano nella mano con EDF su delle operazioni di manutenzione ma, poco a poco, EDF ha lasciato che i subappaltatori prendessero il controllo delle operazioni".

Annie Thébaud-Mony, direttrice di ricerca all'istituto nazionale della salute e della ricerca medicale (Inserm), stima che l'insicurezza del lavoro nelle centrali nucleari è aumentato con la privatizzazione e la concorrenza. "Per me, la privatizzazione è cominciata quando EDF ha deciso di subappaltare", ha detto. Il subappalto è iniziato, secondo EDF, nello stesso momento dell'industria nucleare, ossia una trentina di anni fa. "Avevamo la certezza che era la soluzione ottimale per avere un lavoro di qualità con gli specialisti che intervengono continuamente sulle nostre installazioni", dichiara Philippe Gaestel, direttore della strategia industriale di EDF.
Ma Cyril Bouché, l'unico salariato sulla decina interrogata avendo accettato di essere citato, ha spiegato che EDF non permetteva ai subappaltatori di realizzare una manutenzione di qualità.
"In Belgio, siccome le centrali nucleari sono private, sono controllate in modo più rigorosa", dice Cyril Bouché che ha lavorato nella centrale belga di Tihange. "Laggiù, hanno tre volte più personale... e prendono due settimane di più che EDF, per effettuare la manutenzione perché vogliono fare le cose correttamente.

Cyril Bouché ed i suoi colleghi spiegano che subiscono una forte pressione da parte di EDF durante le manutenzioni di cui i termini si sono accorciati considerevolmente.
"Per un arresto pianificato, EDF perde circa 1 milione di euro al giorno", ha detto un caposquadra della logistica alla testa di una trentina di persone, una cifra che EDF conferma.
"Prima, occorrevano due mesi per realizzare il ricaricamento del combustibile , adesso solo tre o quattro settimane ", dice questo uomo che lavora da 18 anni nel settore.
Nel suo rapporto annuo 2008, l'autorità di sicurezza nucleare (ASN), ha stimato che le condizioni delle attività di manutenzione non erano sempre soddisfacenti a causa di attrezzature di protezione insufficienti o di un carico di lavoro troppo pesante. L'ASN ha augurato anche che la formazione dei subappaltatori sia migliorata.

Un quasi-incidente tutti i giorni

A causa dei termini ristretti, i rischi di incidenti di lavoro sono aumentati, stimano i tecnici interrogati. "Si può ricevere un martello in testa o essere contaminato". C'è un quasi-incidente ogni giorno. Prima, questi rischi non esistevano perché lavoravamo a turno", dice un salariato di 53 anni.
La pressione sui subappaltatori è tanto più forte quanto loro rischino di perdere i loro contratti ogni tre anni ed un subappaltatore stima che EDF privilegia le imprese meno piuttosto che quelle più qualificate. Da parte sua, EDF precisa che qualsiasi impresa non potrebbe lavorare nel campo del nucleare.
"Prima che una società possa rispondere alle nostre gare d'appalto , c'è un auditing di una durata di sei mesi", spiega Philippe Gaestel, aggiungendo che EDF aveva intenzione di prolungare i contratti in corso fino a sei anni con i suoi subappaltatori.

Un buono stipendio, ecco cosa ha spinto Cyril Bouché a raggiungere un settore che esige degli orari difficili in spazi confinati con il rischio di irradiazione. Ma, come i suoi colleghi, afferma che il suo stipendio non ha aumentato in proporzione del costo della vita da 20 anni. "Considerando i rischi, siamo sottopagati".

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2 commenti:

  1. Io continuo a sostenere che questi che ci vogliono far mettere il nucleare sono tutti pazzi.

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