sabato 6 giugno 2009

ANNE-ELISABETH DE NOAILLES




















ANNE-ELISABETH DE NOAILLES (1876-1933)

Anne-Elisabeth nasce nel 1876 a Parigi, discendente da un illustre famiglia di principi rumeni, nel 1897 sposa il conte Noailles e da allora si divide tra Parigi e la Svizzera. Protagonista della Belle Epoque, donna di grande fascino brilla per la sua arte di ricevere gli ospiti nei suoi salotti. E' molto ammirata dagli scrittori, dagli uomini politici e da persone del mondo della cultura per il suo genio poetico. Anna de Noailles si dedica fin da giovane allo scrivere versi subendo di volta in volta l’influenza di diversi poeti francesi ma soprattutto di Victor Hugo dal cui genio è ammaliata. Le sue opere non contano meno di diciotto titoli, di cui otto opere sono in versi, e tre romanzi a tendenza autobiografica. La contessa de Noailles fu la prima donna a ricevere la « Cravate de commandeur de la légion d’honneur ». Fu anche la prima donna ad essere ricevuta nell’Accademia Reale di Lingua e Letteratura del Belgio. Inoltre nel 1904, con altre due donne celebri, creò il premio "Vie Heureuse", che diventerà nel corso degli anni il prix Fémina, la cui giuria, esclusivamente femminile, premia ogni anno la migliore opera francese, scritta in prosa o in versi. Muore a Parigi nel 1933.


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I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.

Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.

Vi lascio, nell'ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l'anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.

Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.

Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l'alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.

Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.

- E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; - e la mia pena immotivata
che non è mai finita...

4 commenti:

  1. Ma la poesia è tua o della scrittrice di cui hai raccontato la storia? Ad ogni modo è molto bella...

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  2. magari potessi scrivere una poesia così bella... no l'ha scritta Anne-Elisabeth nel 1913... anche a me piace moltissimo...

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  3. Sei una sostenitrice della Poesia! Brava!:-)

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  4. Il tuo blog è una pagina di poesia,
    complimenti.

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