sabato 1 giugno 2013

L'ANGOLO DI FABIENNE

A FUKUSHIMA, I LIQUIDATORI IRRADIATI E SOTTOPAGATI


Sono ancora più di 3 000 i liquidatori a darsi il cambio senza tregua sul sito della centrale distrutta di Fukushima. Due anni dopo la catastrofe nucleare, continuano le polemiche sulle condizioni di lavoro di questi liquidatori che, lungi dal migliorare, sono sempre più allarmanti. Il 22 aprile, l'Asia-Pacific Journal ha pubblicato un articolo http://www.japanfocus.org/-Sumi-Hasegawa/3930  di Sumi Hasegawa, ricercatrice all'università McGill di Montreal, che mette in evidenza la difficoltà dei compiti affidati agli operai della centrale.


Questa lettera aperta è indirizzata al primo ministro ed al ministro della sanità giapponesi, così come alla direzione di Tepco. La compagnia elettrica è messa in causa dalle trasmissioni recentemente diffuse in Giappone e che mettono in evidenza il deterioramento  della situazione dei lavoratori della centrale. Ricevono delle dosi di radioattività molto elevate. In tre mesi, possono accumulare fino a 50 mSv (millisievert). Ma è molto peggio per coloro che sono assunti per raccogliere i detriti. In alcuni giorni, certi avrebbero ricevuto fino a 100 mSv, in Francia la soglia limite per cinque anni consecutivi. Molti non fanno mai controlli o sono autorizzati a continuare il loro lavoro mentre hanno superato il tasso regolamentare. Davanti alle critiche che si accumulano da due anni, la compagnia si è decisa a reagire.

OPERAI SOTTOMESSI A TASSI DI RADIOATTIVITÀ PREOCCUPANTI

Ha inviato un sondaggio ai suoi operai nel novembre 2012, per avere un'idea più precisa delle loro condizioni di lavoro. Sono 3 186 ad avere risposto, ma questa indagine è tutt'altro che unanime. In un articolo pubblicato nel mensile giapponese Sekai, si apprende che certi operai hanno subito delle pressioni per "non scrivere niente che sia fuori dall'ordinario". L'emissione radiofonica "Hôdô suru rajio" afferma anche che altri hanno dovuto riempire il questionario davanti al loro capo o che è stato compilato al loro posto.

Malgrado questi tentativi di dissimulazione, i risultati sono allarmanti. La metà dei lavoratori presenti sul sito della centrale non sarebbe assunta legalmente: la compagnia per la quale lavorano e quella che versa loro lo stipendio sono in effetti differenti. Tepco approfitta di questa confusione giuridica e smentisce ogni responsabilità nella degradazione delle condizioni di lavoro e nella riduzione degli stipendi. Per i dirigenti della compagnia, "questi operai sono assunti da subappaltatori e dunque non abbiamo conoscenza della loro remunerazione . Non possiamo parlare del funzionamento delle compagnie con le quali non abbiamo contratto." Se il volume di lavoro è aumentato, gli stipendi sono diminuiti. Poco dopo la catastrofe, Tepco aveva annunciato una riduzione del 20% delle remunerazioni e la soppressione dei premi di rischio per fare fronte ai costi esorbitanti della catastrofe. Nel sondaggio ordinato dalla compagnia, il 5% dei lavoratori hanno dichiarato guadagnare meno di 837 yen all'ora, (un po' più di 6 euro), una somma inferiore al salario minimo in vigore a Tokio. La grande maggioranza avrebbe uno stipendio appena superiore per effettuare dei compiti ad alto rischio.

UNA MANODOPERA SERVILE ED A BUON MERCATO

Già nel 2002, Paul Jobin, sociologo specialista del Giappone, che ha lavorato sui lavoratori del nucleare, aveva constatato delle vere e proprie frodi. Aveva incontrato il capo di una piccola impresa che assumeva dei lavoratori in subappalto per i fabbricanti di reattori come General Electric o Hitachi. Utilizzava un falso timbro "nessuna anomalia scoperta" per falsificare i libretti medici dei lavoratori sotto la sua responsabilità. Da Marzo 2011 queste pratiche si sono moltiplicate.
Per evitare di avere a che fare con dei lavoratori organizzati, Tepco recluta tra i più poveri e meno informati della società giapponese. I giovani sono per la maggior parte assunti grazie ad annunci trovati nelle agenzie di interim. Questi freeters-neologismo che designa i lavoratori a tempo parziale o disoccupati di età dai 15 ai 34 anni-sono dei giovani precari che guadagnano del denaro facendo dei lavori che richiedono poche competenze e sono mal pagati. Gli operai più anziani sono assunti spesso dalla malavita negli yosebas, delle comunità di lavoratori a giornata. Sono spesso dei senzatetto pronti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro.

LAVORATORI A GIORNATA IGNORATI DAI POTERI PUBBLICI

Per attirare i più giovani, le inserzioni di "liquidatori" sono spesso molto vaghe. Il testo indica in generale, solo il posto di lavoro, gli orari e gli stipendi, niente di più. Nessuna informazione sui rischi, gli interinali ignorano in generale i pericoli, anche perché non hanno, per la maggior parte, nessuna esperienza nel settore. "Un'ignoranza di cui possiamo chiederci se non è volontariamente mantenuta da Tepco e dallo Stato [il ministero della salute e del lavoro ed il ministero dell'ambiente che ospitano la nuova agenzia di sicurezza nucleare] ", denuncia M. Jobin.
Non organizzati in sindacato, senza statuto ufficiale, sfruttati da discutibili imprese, questi lavoratori a giornata sono ignorati dai poteri pubblici e dalla Rengo, la principale confederazione sindacale del paese. Le associazioni indipendenti Citizens Nuclear Information Center e Japan Occupational Safety and Health Resource Center sono sole a difendere questa manodopera invisibile.  Le Monde.fr | 21.05.2013  di Olivier Mary

Tradotto per Biancheggiando da Fabienne Melmi. 
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