FUNERAL PARTY




Fin da piccola una delle scene che mi colpiva di più nei film erano i funerali americani dove i parenti finivano sempre a casa del defunto a bere e mangiare. Una tradizione così diversa dalla nostra che mi ha sempre fatto riflettere. E' proprio seguendo questo filo di pensiero che sono "incappata" in questa notizia!!!



A New York la comunità dei ghanesi organizza feste per i funerali. Quasi ogni settimana infatti sono in programma funerali ghanesi. Dopo la cerimonia, open bar e musica che da far tremare i vetri delle finestre. Vere e proprie feste a offerta libera: durante le esequie le famiglie raccolgono soldi per coprire le spese della cerimonia e per sostenere chi resta. Intorno ai funerali c'è un giro d'affari impressionante: fotografi, cineoperatori, baristi e guardie di sicurezza. Quello che non sempre c'è è il defunto, questo infatti può essere morto qualche giorno o qualche mese prima, in America o in Africa!!!


Commenti

  1. Hanno proprio un'altra concezione della defunzione: per loro è festa, in quanto l'anima ha lasciato il fardello carnifero.

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    1. Io credo che dovremmo provare anche noi... soprattutto se si tratta di persone molto anziane... certo se si tratta di persone giovani (almeno per me) sarebbe diverso...

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  2. Bè, non è sbagliato cercare di dare un senso alla morte che non sia necessariamente triste. E' vero che il defunto non sarà più rivisto dai propri cari che ne sentiranno la mancanza, ma la morte è una cosa naturale ed inevitabile, non dovrebbe rattristarci o deprimerci. Dovremmo accettarla per quello che è. E' il ricordo della persona defunta che deve restare, i suoi insegnamenti, quel pezzettino di se che ha lasciato in tutti quelli che lo hanno conosciuto, il fatto che sia morto dovrebbe essere visto come un fatto naturale non come una cosa assurda, inpensabile o crudele. Non prendetemi come una che parla a vanvera, al contrario, esco da un sentitissimo lutto proprio adesso.

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    1. Cara Madoka... mi dispiace... e comunque non penso assolutamente che tu parli a vanvera... ansi... il tuo è un discorso profondo, vero... considerando che copiamo tante cose dagli americani potremmo anche provare con i funerali!

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  3. Quando è morto mio cognato, aveva 59 anni, i figli hanno organizzato un pranzo in piedi dopo la cerimonia funebre. Ogni uno di noi ha contribuito preparando qualcosa. E' stato bello! Fra un pianto, un ricordo, una risata, che, ti assicuro, non era assolutamente fuori luogo, la famiglia e gli amici si sono avvicinati, hanno consolato la vedova, si è vissuto il triste evento come una cosa triste, ma ineluttabile.

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    1. Cara Trillina, mi dispiace molto per tuo cognato, credo proprio che i tuoi nipoti abbiano fatto una bella cosa. A volte un sorriso, un ricordo, una battuta sono un ottima cura. Come ho scritto a Madoka, spero che presto diventi una cosa usuale anche qui da noi.

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