sabato 3 dicembre 2011

L'ANGOLO DI FABIENNE

GAS DI SCISTI: UNA BATTAGLIA MONDIALEM UNA NUOVA CATASTROFE PER L'AMBIENTE

par GlobalInfoAction Italia, samedi 12 novembre 2011, 12:12
 I gas di scisti conoscono attualmente  un sviluppo straordinario negli Stati Uniti. In Europa, le compagnie petrolifere cominciano ad interessarsi seriamente a questa risorsa di gas non convenzionale. Il loro sfruttamento causa una degradazione ambientalista incommensurabile, gli ecologisti ed ambientalisti sono in allerta. È con  una certa discrezione che la corsa ai gas di scisti è appena cominciata in Francia. Il suo sfruttamento potrebbe assicurarci un'indipendenza energetica costandoci però un cocente disastro ambientalistico. 

Pozzo di trivellatura nel giacimento di Barnett shale, Alvarado, Texas - Stati Uniti 
© Greg Barnes 


Gas di scisti:  cos'è? 

È un gas naturale di cui la culla si trova nelle rocce madri organiche, come gli scisti neri a grano fine. Le primizie  della formazione di un gas naturale sono la fotosintesi, processo secondo il quale  i vegetali utilizzano l'energia solare per trasformare il diossido di carbonio e l'acqua in ossigeno ed in idrati di carbonio. Col passare della genesi e del sovraccarico sedimentario, questi idrati di carboni generati dal seppellimento dei vegetali e dai loro resti ingeriti dalle forme animali, si trasformano in idrocarburi sotto l'effetto del calore indotto dalla pressione. Questa quasi-percolazione  incita una gran parte del gas naturale a migrare dalle rocce madri verso le rocce più porose tali il gres ed il calcare. Si chiamano "gas di scisti" quelli che rimangono nelle rocce sedimentarie argillose molto compatte e molto impermeabili, tali gli scisti, e che rinchiudono almeno dal 5 al 10% di materia organica. Un'altra teoria quasi oziosa e detta inorganica avanza l'ipotesi che gli idrocarburi non sono generati da materie viventi nascoste, ma sarebbero stati rinchiusi nella Terra al momento della sua formazione.

A parte alcuni rari paesi che non hanno bacini sedimentari, possiamo trovare dei "shale gas" pressappoco dovunque. Le riserve mondiali rappresenterebbero quattro volte le risorse di gas convenzionale. Quindi, se si arrivasse a sfruttarli, si potrebbe cambiare la distribuzione della geopolitica legata alle energie fossili.
Questo sarebbe anche  l'opportunità per l'occidente di riprendere la mano di fronte alla Russia ed ai paesi del Sud produttori di gas e di petrolio. Una posta importantissima davanti alla quale la preoccupazione ambientalista farà magra figura. La rivelazione di tali giacimenti sfruttabili rappresenta, per la società energivora di nuova generazione, una manna considerevole: del gas nel sottosuolo da un'estremità all'altra del pianeta, migliaia di miliardi di metri cubi in Europa, sette volte di più in Nordamerica ed ancora oltre in Asia e presumibilmente in quantità astronomica in Australia. Dei decenni di spreco energetico sono infine possibili senza ricorso alle energie alternative e rinnovabili...  abbiamo di che rallegrarci!

Una soluzione ecologicamente finale 

Questi tipi di gas sono detti non convenzionali perché non possono essere sfruttati con i metodi di produzione classici. Sono oggi prodotti  in grande quantità negli Stati Uniti dove rappresentano già più del 10% della produzione di gas contro solamente l' 1% nel 2000.
In Nordamerica, dove tutto ciò che è sfruttabile è sfruttato senza vergogna, l'infatuazione per questa nuova provvidenza è stata favorita da una regolamentazione ambientalista meno costrittiva, un diritto di proprietà privata estesa al sottosuolo, il debole costo delle trivellature associate ai progressi  tecnologici , il tutto aiutato dagli incitamenti fiscali.

Un tale sfruttamento devastante è reso possibile solamente grazie alla tecnica di fratturazione idraulica delle rocce, così come ad un recente miglioramento dei metodi di estrazione, in particolare per trivellatura orizzontale. I gas di scisti essendo dispersi nella roccia impermeabile, è dunque necessario perforare innumerevoli pozzi fratturando la roccia . Ogni pozzo sfruttabile lo è solamente brevemente, uno successivo deve dunque essere perforato  alcune centinaia di metri più in  là, e così via…

A due o tremila metri di profondità, la riunione delle "micro-tasche" con l'aiuto di un esplosivo  per ciascuna delle brecce occasiona un vero sisma. La fratturazione si fa con l'aiuto di una miscela di acqua in grande quantità, di sabbia e di temibili prodotti chimici propulsi ad altissima pressione, 600 bar, metodo che genera la risalita del gas alla superficie con una parte del temibile liquido di fratturazione. Ogni "frack" necessita quasi 15 000 metri cubi di acqua, (o 7 a 15 milioni di litri), un pozzo  potendo essere fratturato fino a 14 volte.

Dunque l'impatto ambientalista non è neutro . L'acqua utilizzata deve poi essere trattata perché spesso è salata  e contiene dei metalli pesanti. La moltiplicazione delle trivellature e delle reti di pipe affetta gravemente i paesaggi, tanto più che la zona di drenaggio intorno ai pozzi essendo debole,  ci può essere un pozzo ogni 500 metri.

Secondo un rapporto realizzato l'anno scorso dall'EPA (Agenzia americana di Protezione dell'Ambiente), l'attività del giacimento di Barnett Shale, nel nord del Texas, inquina più di tutto il traffico automobile di questa città di 725 000 abitanti. Sotto la città di Forte Worth, miliardi di metri cubi di gas sono estratti ogni mese dai profondi strati  di rocce di scisti, e dei torrenti di gas sono drenati da migliaia di camion. E se gli abitanti ritrovano anche la presenza del gas all'uscita dei loro rubinetti,  è che l'acqua contiene delle tracce di prodotti chimici iniettati nei pozzi. 

Sul continente europeo, i bacini più interessanti sono localizzati in Europa del Nord e dell'est e più al sud, particolarmente in Francia nel bacino del Sud-est. Il consorzio Gash, al quale partecipa IFP Energies Nouvelles, s'impegna a stabilire una cartografia di questo tipo di risorse. Total ha appena ottenuto  un permesso di esplorazione nella regione di Montélimar. Alcun permesso è stato avuto anche in Svezia da Shell, in Germania da Exxon Mobil, in Polonia, così come in Lituania. Bisogna notare che l'impatto sull'ambiente  non sarà dello stesso ordine nella piccola e vecchia Europa che negli Stati Uniti che possiedono degli spazi liberi immensi. L'argomento  qui  presta dunque  a dibattito  sapendo che sarà illusorio imporre delle tecniche di sfruttamenti razionali e rispettose dell'ambiente.

Seguendo il nostro motto di sfruttare la Terra fino al midollo, andiamo dritto ad un'infatuazione erculea della così vasta e così complessa macchina climatica, e la Francia non si  risparmierà di partecipare. Alla chiave: un'indipendenza energetica che vale bene una catastrofe ambientalista finale e riuscita.

Fonte: Notre-planete.info
Traduzione: Fabienne Melmi.

2 commenti:

  1. Bene. Anzichè evolverci, peggioriamo. Mi sembra cosa cosa buona e giusta.

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  2. Purtroppo hai proprio ragione...

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