sabato 18 dicembre 2010

L'ANGOLO DI FABIENNE

BRUNO CHAREYRON (CRIIRAD): "NON DOBBIAMO LASCIARE CREDERE CHE L'ENERGIA NUCLEARE SIA PULITA".



Bruno Chareyron, ingegnere in fisica nucleare, direttore del laboratorio della Criirad, Commissione di ricerca e d'informazione indipendente sulla radioattività, denuncia le menzogne dell'industria nucleare che minimizza le sue emissioni di CO2 ed i suoi rifiuti.

Che rispondete ad Anne Lauvergeon, presidentessa di Areva, quando afferma che l'energia nucleare è "pulita"?

Anne Lauvergeon dice che il nucleare non produce CO2. È un'affermazione totalmente erronea.
È tuttavia un'informazione propinata regolarmente dalla stampa. Ciò fa parte delle false informazioni che l'industria nucleare fa girare da ormai molto molto tempo.
Sono due le maggiori menzogne: fare credere alle persone che l'energia nucleare non produce CO2 e che produce solo pochissimi rifiuti radioattivi, e che si sa perfettamente come gestirli. Quando l'industria nucleare afferma che questa energia non produce CO2, è falso perché ad ogni tappa della produzione e dell'utilizzazione dell'energia nucleare, ci sono rigetti di CO2.

Quale è la natura di queste emissioni di CO2 ed in quale volume?

Per esempio l’estrazione dell'uranio, controllata dalle filiale di Areva in Niger necessita dell'energia. Escavatrici, camion e macchinari utilizzati per l'estrazione funzionano a nafta e grazie ad una centrale termica al carbone estremamente inquinante. Quando si evoca l'energia nucleare, bisogna analizzarla dall'inizio, dalla miniera di uranio, fino alla fine, ossia la rilavorazione. Ciò che è sorprendente è che ad ogni tappa, ci sono dei rigetti di CO2. Tutto l'uranio bruciato nelle centrali francesi passa per il Comurhex di Malvesi, vicino a Narbonne che purifica l'uranio naturale per farne dell'UF4. Questa fabbrica ha rigettato nel 2007, secondo le proprie cifre di Areva, 384 500 tonnellate dell'equivalente CO2 e di ossidi nitrici, e non è poco.

I rigetti dell'industria nucleare sono cifrati e trasparenti?

Ponete la domanda ad Areva. Esistono numerosi studi che dimostrano che a forza di andare a cercare un minerale sempre più povero di uranio, occorre sempre più energia per accedere a questo minerale.
Il bilancio energetico ed il bilancio carbonio di questa trafila nucleare è, e sarà, nel futuro, sempre più degradato. Sarebbe molto interessante se Areva pubblicasse un bilancio carbonio dell'insieme del ciclo del combustibile nucleare. Bisogna sapere che anche il lavoro di ritrattamento di La Hague, è una delle industrie che rigetta più gas ad effetto serra della regione nord-Cotentin, 80 000 tonnellate di CO2 nel 2007.

Per quanto riguarda le centrali nucleari ?

Per fabbricare una centrale nucleare, occorre moltissimo cemento, il che produce evidentemente dei gas ad effetto serra. Una centrale nucleare riscalda direttamente l'ambiente naturale, poiché il rendimento di una centrale è di circa il 30%. I 2/3 dell'energia che proviene dal combustibile sono persi localmente sotto forma di riscaldamento dell'acqua e dell'aria. Peraltro, c'è una questione che non è mai trattata, e non capisco perché, è la questione del vapore di acqua che è un gas ad effetto serra. Se vogliamo essere scientificamente giusti, quando si parla di nucleare, occorre che la trafila nucleare abbia un bilancio carbonio onesto e scientifico su tutte queste tappe.

Trattandosi dei rifiuti, siete anche in disaccordo con le affermazioni della padrona di Areva?

Secondo Anne Lauvergeon, il nucleare produce solo piccole quantità di rifiuti. Bisogna ricordare ugualmente che la miniera di uranio rappresenta una prima tappa particolarmente inquinante nella produzione nucleare. Questa estrazione produce delle quantità enormi di scarti radioattivi. Si censisce in Francia più di 50 milioni di tonnellate di fanghi radioattivi, resti dell'estrazione dell'uranio. Si stima che ce ne sarebbero più di 35 milioni di tonnellate in Niger e 7,5 milioni in Gabon. Non si può parlare di piccole quantità di scarti.

Come si colloca la Criirad rispetto alle organizzazioni militanti come "Sortir du nucléaire"?

L'obiettivo della Criirad è di permettere all'opinione pubblica in generale di avere accesso alle informazioni più affidabili possibile sulla radioattività. La Criirad è una commissione di ricerca che si basa su dei dati scientifici, senza prendere posizione per o contro il nucleare. Il nostro ruolo è di portare una perizia sull'impatto della radioattività, e di fornire ai cittadini come ai decisionisti politici una informazione onesta .
Tutto è partito dalla menzogna di Chernobyl, all'indomani della quale un gruppo di cittadini ha stimato necessario di disporre di mezzi di misure e di perizie indipendenti.

Comprendete la politica nucleare francese riaffermata da Nicolas Sarkozy recentemente?

Non bisogna lasciare credere che l'energia nucleare sia pulita. Dopo, se le persone decidono in ogni conoscenza di causa, considerando i vantaggi e gli inconvenienti di ogni fonte di energia, che conoscono tutti gli aspetti negativi, allora è la loro responsabilità.


I politici dispongono di un'informazione trasparente in questo campo?

Si è visto lo stupore di certi politici come Jean-Louis Borloo dopo la diffusione di un'emissione di Élise Lucet sulla Francia contaminata. Tuttavia, l'impatto delle vecchie miniere di uranio in Francia, rivelato su France 3, è un problema che denunciamo da 16 anni

La traduzione per Biancheggiando è di Fabienne Melmi.
Fonte: http://www.criirad.org/.

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