giovedì 11 novembre 2010

I FIGLI DEL CARCERE















 




E' stato difficile per me stare ad ascoltare Sheila, le sue descrizioni, le situazioni che ha vissuto in prima persona, i bambini che ha visto soffrire, le situazioni inimmaginambili che bambini devono patire ancora oggi qui in un paese che noi chiamiamo civile. Tutta la nostra lunga chiacchierata è stata qui ben sintetizzata da Sheila. Nel trascrivere l'articolo non sono più riuscita a trattenere le lacrime, perdonate quindi eventuali errori di trascrizione. Buona lettura e buona riflessione. Affrontare la delicata questione dei bambini in carcere non lascia mai indifferenti. Si è visto che negli ultimi anni il numero dei bambini in carcere è andato progressivamente crescendo nonstante che la legge 165 del 95 articolo 4 riconosca l'incompatibilità della detenzione per le donne con figli sino ai 10 anni di età. Gli effetti patologici che l'ambiente del carcere provoca sui bambini sono molti, i bambini infatti sono soggetti a crisi di pianto frequenti, hanno spesso problemi a dormire in quanto subiscono risvegli bruschi durante il sonno. I bambini sono privati anche del rapporto con i coetanei e con le altre figure parentali, sopprattutto con la figura paterna. Poi per legge al compimento del terzo anno di età i bambini devo lasciare le madri per andare con i parenti, altrimenti, se sono stranieri, vengono portati dagli assistenti sociali. Questa separazione viene vissuta dai bambini come un abbandono della madre. Non bisogna dimenticare d'altro canto lo stress, il disagio della madre che si occupa del figlio con la consapevolezza che al compimento del terzo anno di età il bambino le sarà tolto. Il volontariato da anni ha intrapreso una tenace battaglia per impedire che i bambini varchino le porte del carcere. Un 'altro tema importante e delicato della detenzione è il rapporto che si crea tra madre e filgio dopo la scarcerazione di quest'ultimo. Sono 15000 i figli dei detenuti che si recano negli istituti penitenziari per avere un colloquio con il genitore, si è visto che si tratta di un vero e proprio trauma perchè questi vengono perquisiti. C'è quindi il bisogno di creare dei luoghi dove genitore e figlio possano liberamente parlare e passeggiare, è opportuno che il colloquio venga vissuto come un momento sereno. C'è bisogno che lo Stato intervenga, c'è bisogno di cambiare, c'è bisogno di dare voce a questi piccoli che non ne hanno. Non devono esistere più i "figli del carcere".

Grazie Sheila, grazie per aver condiviso con noi questa esperienza. Complimenti per la forza che hai dimostrato nello stare accanto a questi bambini. Grazie per i sorrisi che sei riuscita a strappargli. Ti auguro che un giorno il tuo lavoro possa essere di aiuto proprio a loro. GRAZIE.

3 commenti:

  1. WoOoOoW!!!!!
    il lavoro è stato BELLISSIMO!!! e il merito è tutto tuo!!
    Se non fosse stato per te tutto questo non sarebbe MAI NATO!!!
    COMPLIMENTI DI TUTTO CUORE CHIARA!!!!

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