martedì 9 novembre 2010

ANTEPRIMA "I FIGLI DEL CARCERE"




Di recente mi è capitato di seguire alcuni servizi sulla vita carceraria. Tutti mettevano in evidenza problematiche quali il sovraffollamento delle carceri italiane, la carenza di personale, le disparità di trattamento tra detenuti di serie A e detenuti di serie B. Emergeva l'impossibilità di assolvere la funzionre riabilitativa da parte delle istituzioni carcerarie, così che chi esce dopo aver scontato la pena, nella maggioranza dei casi delinque nuovamente e torna dentro. Insomma si parlava di tutto tranne che della questione più delicata, ovvero dei "figli del carcere"

7 commenti:

  1. Hai sollevato un tema molto interessante a nostro avviso.
    Spesso le persone si dimenticano che esistono delle persone rinchiuse, forse perchè fà comodo o solo per ignoranza...pensando che essi sono criminali e quindi chissenefrega di come stanno.
    E' sbagliato però ragionare così, in carcere certo ci sono persone che possono aver commesso da reati minori a maggiori, ma sono e rimangono sempre ESSERI UMANI.
    Quindi i loro diritti ad una vita dignitosa devono essere comunque salvaguardati e i loro figli non devono certo pagare per colpe che non hanno.
    Un abbraccio iO e Alice

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  2. forse non c'entra niente ma ho visto da poco il film, 'una vita tranquilla', con toni servillo, che incidentalmente parla della vita del figlio di un ex camorrista...è un film bellissimo, te lo consiglio anche perchè servillo è un grande. baci

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  3. BRAVA!! ;)
    hai avuto una bellissima idea ad aver voluto approfondire questo tema!!!!!

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  4. Hai fatto bene a mettere in luce questa problematica.

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  5. I soldi ce li hanno.
    Eccome se ce li hanno per finanziare tutto!
    Il problema è che non li vogliono tirar fuori.

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  6. Carissime Chiara, Tizyana, Ady, Io e Alice, sono contenta vi piacia l'argomento. Seguite allora l'intervista di domani e l'articolo di giovedì. A mio avviso sono molto interessanti.

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  7. sono fatti: 1-il carcere non ce la fa ad assolvere al compito che si propone, almeno in teoria, di riabilitare-rieducare 2-nn incide sulla realizzazione dei reati, dato che chi delinque lo fa per necessita' o opportunita', quindi per definizione il potere di deterrenza che si vorrebbe appartenere all'istituto carcerario, decade. 3-non evita i delitti, dato che lavora sull'accaduto (in genere nemmeno quello) e se avviene uno stupro, lo stupro e' avvenuto anche se il tizio poi finisce dentro 4-seguendo il principio, al meglio che si voglia pensare, di vendetta, alimenta la violenza invece di contenerla, e nello stesso tempo espertizza chi viene carcerato nel suo utilizzo palestrandolo negli istituti. 5-come strumento repressivo funziona bene nelle mani di chi lo usa per arrivare o mantenere il potere

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